venerdì 25 maggio 2007

Lo scudetto dove lo metto

di ANTONIO GURRADO

[Sono passate più di trentasei ore ma Gurrado è ancora irreperibile; fonti attendibili lo danno impegnato a correre esultante per il centro di Oxford, vestito soltanto di un vecchio polsino rossonero. In sua sostituzione, pubblichiamo l’intervento di un ragionevole ed equilibrato corsivista nerazzurro che ha preso temporaneamente possesso della sua tastiera.]

Il Milan ha dimostrato ancora una volta i propri limiti concedendo al Liverpool di segnare a un minuto dalla fine; e solo l’arbitro Herbert Fandel, il De Santis tedesco, ha consentito di camuffarli troncando anticipatamente i minuti di recupero dopo una pronta telefonata congiunta di Leonardo Meani, Tiziano Crudeli e Bobo Maroni, abilmente celati in una cabina telefonica di Platìa Mounastiraki, nel pittoresco quartiere della Plaka. Se avesse fischiato venti secondi dopo, il Liverpool avrebbe avuto tutto il tempo di segnare due o tre volte inframezzando ogni goal con reiterati giri di campo, coreografici balletti e fuochi d’artificio, privando il Milan di una vittoria in fin dei conti immeritata e stabilendo una volta per tutte qual è la squadra più forte del mondo, cioè l’Inter.

È evidente che la Champions League è una competizione minore. Per vincerla al Milan è bastato superare il Bayern Monaco, il Manchester United e il Liverpool, mentre l’Inter ha dominato la serie A surclassando negli scontri diretti il Palermo, contenendo la grintosa risalita dell’Empoli e mettendo il sigillo definitivo sul campo del Siena. Per non dire quant’è difficile confermarsi: il Milan non arrivava in finale di Champions League da un’eternità, due anni, e non la vinceva da due eternità, ovvero quattro anni. Al contrario, l’Inter domenica prossima festeggerà il suo secondo scudetto consecutivo, aggiungendo trionfo a trionfo quando ancora sono negli occhi di tutti le spettacolari immagini del momento decisivo dello scorso anno: la riunione fra Guido Rossi, già membro del consiglio d’amministrazione dell’Inter, e Guido Rossi, al contempo ex e futuro presidente di Telecom (azionista dell’Inter e sponsor del campionato), per ottenere il via libera all’assegnazione dello scudetto da parte di Guido Rossi, commissario straordinario della Federcalcio.

Inoltre sono stato molto infastidito dalla vergognosa scena dei giocatori del Milan che, disposti su due file, sbeffeggiavano il Liverpool applaudendo coram populo gli avversari sconfitti; che significativa distanza con la corsa irrefrenabile di Julio Cruz e compagni a Valencia per complimentarsi con i vincitori, stringere loro la mano e porgere l’altra guancia! La classe, la sportività, l’eleganza non sono cose che si imparano in una notte: così alla demagogia sfrontata di Berlusconi, il quale ha parlato di “grande successo per Milano” e ha concluso addirittura con un “viva il Milan e viva l’Inter”, noi rispondiamo con l’aristocratico gesto dell’ombrello mediante il quale durante il derby Massimo Moratti ha salutato il ritorno in Italia di Ronaldo, uno dei più grandi campioni della storia, al quale l’Inter deve gli scudetti del 1998 e del 2002, che le verranno assegnati quest’esate per soprammercato. E gli allenatori, poi: come si fa a dire che Carlo Ancelotti, con due Champions League e uno scudetto (peraltro nemmeno consegnato a tavolino), abbia vinto più di Roberto Mancini il quale nel suo palmarès può vantare la Coppa Italia, e la Coppa Italia, e la Coppa Italia, eccetera?

Sarò facile profeta dicendo che poco resterà nell’immaginario collettivo dei due goal irregolari di Inzaghi (il primo segnato abbrancando il pallone con due mani, ficcandoselo sotto l’ascella e correndo nella porta del Liverpool dopo aver infilato un dito nel naso del portiere; il secondo in evidente posizione di fuorigioco, poiché al momento del passaggio di Kakà le immagini inequivocabili di Inter Channel mostrano Inzaghi che sta scavalcando la pista di atletica per precipitarsi in curva urlando “Parakalò, parakalò”), a differenza dei quattro goal con cui, due all’andata e due al ritorno, l’Inter ha dominato la Roma nella finale di Coppa Italia, non riuscendo a vincerla soltanto per il disonesto maneggio di far iniziare la partita dell’Olimpico alle 17 senza dirlo all’Inter che s’è doverosamente presentata in campo, come da accordi pregressi, alle 21. Ma la Roma ha ben poco da vantarsi, poiché nel decisivo scontro in campionato l’Inter ha regolata perdendo 1-3, che è la metà esatta di 2-6; e in generale concedendo all’unica squadra che ha ardito contenderci la vittoria in campionato di segnare solamente 13 goal in cinque partite.

Una curiosa e fortunata coincidenza vuole che il computer sul quale sto scrivendo, per via di una perversa correzione automatica, sostituisca ogni volta al nome di Inzaghi il termine indaghi: si tratta di una prefigurazione e di una profezia di quello che avverrà quest’estate, quando un pool investigativo composto da Elio Corno, Evaristo Beccalossi ed Enrico Bertolino, capitanato da Francesco Saverio Borrelli e dal Cardinal Martini, renderà pubbliche delle foto di Carlo Ancelotti che si accende di nascosto una MS pur avendo fatto voto di smettere di fumare in caso di vittoria sul Liverpool: il che porterà alla revoca della vittoria del Milan in Champions, all’obbligo di giocare tutte le partite casalinghe della prossima stagione sul campo di Novosibirsk e utilizzando una palla medica, al ritiro della laurea conseguita dal figlio di Galliani e alla sostituzione del termine “Silvio Berlusconi” col termine “Alfonso Pecoraro Scanio” in tutti gli atti della scorsa legislatura; all’estradizione di Ronaldo e all’ergastolo per Carlo Pellegatti; nonché, con prevedibile effetto domino, alla fucilazione di Alessandro Del Piero e alla cottura del suo uccellino, alla retrocessione in serie inferiore di Roma, Lazio, Fiorentina, Chelsea, Manchester United, Bayern Monaco, Sporting Lisbona, Ajax, Real Madrid, Barcellona e Sassari Torres; alla conseguente assegnazione all’Inter di tutte le edizioni finora disputate di Champions League, Coppa Uefa, Intertoto, Torneo Anglo-Italiano, Coppa Carnevale, Memorial “Adolf Hitler”, Sei Nazioni, America’s Cup, Tour de France, Ordine della Giarrettiera, Premio Nobel per la Matematica (appositamente istituito) nonché di svariate puntate, mai trasmesse, de La Prova del Cuoco.

Insomma il Milan avrà pur vinto questa settima Champions League, la quinta con Paolo Maldini e fregnacce varie, ma ci sono tutte le premesse perché l’anno prossimo al Trofeo Tim sia tutta un’altra storia; a meno che non lo vinca di nuovo la Juventus.

* scrittore.


6 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

bè oltre all'ostico empoli e al terribile palermo forse l'inter ha anche surclassato i campioni d'europa nei 2 derby, ha vinto a Roma (contro lazio e Roma), ha vinto a firenze; Forse l'inter, pur incassando 13 gol, ha battuto 3 volte su 5 la Roma; forse nei campionati nazionali ci sono sempre state piccole squadre ma, guardacaso, nessuno aveva mai fatto 97 punti (record europeo..), 17 vittorie di fila, 11 di fila fuori casa, nessuna sconfitta fuori cas, +21 di media inglese, ecc., ecc.; forse il milan oltre al manchester (senza difesa titolare), al bayern (fuori dalle prime 4 in germania dopo 20 anni)e al Liverpool (3° a trenta punti dal Man. Utd.) si è trovato di fronte anche il Lilla, l'Anderlecht e l'aek (posso paragonarle a Torino, Livorno e atalanta ?????)......godetevi a pieno questa straordinaria vittoria e ringraziate il cielo di questo dono perchè se il milan non si rende conto per primo della eccezzionalità di questo evento, agendo di conseguenza sul mercato, vi aspettano almeno 3-4 anni di rosicamenti atroci....saluti
davide da milano

conte max ha detto...

Del resto e' la storia a dirlo. La beneamata e' figlia del Milan. Per chi non lo sapesse dopo il 1899, data di nascita dei gloriosi diavoli, alcuni dissidenti andarono a fondare l'inter e come spesso fanno i figli, ripudiano i genitori salvo poi tornare all'ovile edimparare da loro come ci si comporta.Quindi caro interista che stai leggendo guarda....ed impara dal MILAN.

Anonimo ha detto...

Sono questi "articolucci" che mi fanno essere ancora più fiero di essere interista, vedendo che in giro c'è gente che invece di festeggiare la Champions, rosica ancora per lo scudetto.
Se davvero quest'anno c'erano tutte squadrette, non capisco come mai la squadra CAMPIONE D'EUROPA ha dovuto lottare con Empoli e Palermo per ottenere il quarto posto!
Poi le conviene documentarsi meglio perchè non è stato Guido Rossi (successore di Carraro coinvolto nello scandalo calciopoli ed EX presidente del Milan, cosa che dimenticano tutti) in persona ad assegnare uno scudetto, ma una commissione di esperti... e grazie a questo l'Italia ha ancora 4 posti disponibili per la Champions... ma capisco che in questi momenti, in preda al rosicamento, si possono avere questi abbagli.
Poi se vogliamo essere pignoli, J.Cesar non ha partecipato alla "rissa" di Valencia.
Concludo dicendo che siete davvero dei poveretti ad attaccarvi al gesto dell'ombrello di Moratti per cercare di screditare lo scudetto stradominato... e vi siete dimenticati di dire che è stato tutto merito di Vieira ed Ibrahimovic, che non abbiamo gioco e che Moratti ha speso 1000 miliardi!
Semplicemente ridicoli.

Daniele da Milano.

Anonimo ha detto...

"Articoli" come questo mi fanno pentire di aver messo il link del restodelpallone tra i "preferiti". Se voglio leggere cose del genere vado su uno qualsiasi dei blog di milan/inter/juve e ne trovo pure di migliori!
Se questo è il nuovo ciclo del restodelpallone, direi che siamo messi maluccio.
saluti,
Marco da Trieste

Anonimo ha detto...

L'articolo dimostra sagacia stilistico e non irrilevante ironia. Complimenti al suo Autore per la completezza di suggestioni fornite.