<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070</id><updated>2012-01-05T00:17:40.408+02:00</updated><title type='text'>Il Resto del Pallone</title><subtitle type='html'>Ancora pochi giorni e saremo finalmente on line con il nuovo sito. Veste grafica rivoluzionata e i consueti approfonditi contenuti vi accompagneranno per i prossimi mesi. Nel frattempo commentate il nostro blog e scriveteci all'indirizzo: ilrestodelpallone@gmail.com - 

Direttore responsabile: Domenico Fabbricini</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-8071968182327709182</id><published>2008-02-29T22:06:00.001+02:00</published><updated>2008-02-29T22:06:27.981+02:00</updated><title type='text'>6gffggf</title><content type='html'>fgfgsdhsg&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-8071968182327709182?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/8071968182327709182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=8071968182327709182' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8071968182327709182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8071968182327709182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2008/02/6gffggf.html' title='6gffggf'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-5262331058239501638</id><published>2007-08-22T19:00:00.000+03:00</published><updated>2007-08-22T19:08:53.219+03:00</updated><title type='text'>Mal di testa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://sportal.com.au/site/_content/leadimage/00008367-image.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://sportal.com.au/site/_content/leadimage/00008367-image.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;ANTONIO GURRADO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domanda a bruciapelo: qual è la squadra più forte di Manchester? Risposta meditata: se consideriamo la storia, il blasone, il potere commerciale e le forze in campo, senz’altro il Manchester United; se leggiamo il risultato del derby appena giocato e la classifica del campionato inglese al giorno d’oggi, il responso parrebbe sorridere ai cugini poveri e celestini. Il Manchester City infatti ha superato lo United per 1-0 e guida bellamente (e solitariamente) la fila delle iscritte alla Premier League, con due punti di vantaggio sul Chelsea e tre sul Wigan; le sei squadre con una partita in meno sono in ritardo e, se anche vincessero il recupero, non lo raggiungerebbero in testa. Così il City, se i numeri vogliono dire qualcosa, alla fine di quest’agosto atipico che in Inghilterra non ha mai superato i venticinque gradi è indubbiamente la squadra più forte di Manchester, alla faccia di Sir Alex Ferguson.&lt;br /&gt;Alla faccia non solo sua, peraltro. Il pensiero che già sabato prossimo il City sarà ospite dell’Arsenal e  che ciò con ogni probabilità porrà rapida fine alla sua egemonia (non è detto, però: con le squadre allenate da Eriksson non si sa mai) non dovrebbe consolare sir Alex più di tanto, visto che perdendo il derby di Manchester lo United ha dimostrato di essere afflitto da una sorta di mal di testa che sta intaccando tutte le detentrici dei principali titoli europei, Italia compresa. I rossi campioni d’Inghilterra, ulteriormente rafforzati dal mercato, nelle prime tre giornate hanno accumulato la sconfitta nel derby e due pareggi: ora, più gravi dello 0-1 patito contro il City mi sembrano per certi versi lo 0-0 d’apertura col Reading e l’1-1 col Portsmouth tre giorni dopo, segno apparente di una squadra svagata che non ha nessuna intenzione di ripetere l’exploit dello scorso anno, e la cui abdicazione prematura suona ancora più beffarda leggendo la classifica e vedendola guidata dalla squadra della metà sbagliata di Manchester.&lt;br /&gt;Mal comune mezzo gaudio, d’altra parte. Rovesci anche in Francia, precisamente su Lione, dove il carro armato che ha vinto gli ultimi sei campionati sta pagando l’atto di hybris (la tracotanza venata di stupidità, per chi è stato fortunato abbastanza da non attendere agli studi umanistici) di credersi capace di vincere tutti i campionati francesi fino alla fine dei tempi. La convinzione, corroborata da una campagna acquisti faraonica e un po’ stronza (volta a rafforzarsi indebolendo le dirette concorrenti), si è fatta certezza dopo la vittoria (2-0 sull’Auxerre) all’esordio. Doveva essere la prima di una lunga serie e invece basta là: dopo sono arrivate una sconfitta evitabile (0-1 dal Tolosa), una gara rinviata e una sconfitta preoccupante, 1-2 contro il Lorient che in questo curioso gioco delle parti s’è trovato primo in classifica. Il Lione segue a sette punti (già) di distanza.&lt;br /&gt;In Germania butta male per lo Stoccarda, che lo scorso anno aveva vinto il titolo grazie alla regolarità di rendimento e a una volata entusiasmante nel finale. Se il buongiorno si vede dal mattino, buonanotte: allo spettacolare pareggio per 2-2 contro lo Schalke nella gara inaugurale della Bundesliga ha fatto seguito il tracollo contro l’Hertha Berlino (che, insomma, non è propriamente la squadra di Pelè e Sylvester Stallone in Fuga per la Vittoria). Chiuso il primo tempo in vantaggio grazie a un goal nel primo quarto d’ora, lo Stoccarda deve aver pensato di essersi messo al riparo dalla (mala)sorte comune alle consorelle detentrici: si è spenta la luce e l’Hertha ha segnato tre volte nel secondo tempo, 3-1 e tante grazie.&lt;br /&gt;Corre voce che la Supercoppa, di qualsiasi nazione o continente, sia un trofeo che conta solo se si vince. Domenica scorsa però il caso ha riunito sotto un unico patema le bandiere del Real Madrid e dell’Inter. I campioni di Spagna, che dall’alto della loro sempiterna tradizione vincente hanno aggiunto il titolo dello scorso anno con notevoli affanni, hanno perso dal Siviglia 0-1 l’andata in trasferta e 3-5, nientemeno, il ritorno al Bernabeu. Questa doppia sconfitta di fatto ha vidimato il filotto di sconfitte in amichevoli (per la serie: tanto il calcio d’estate non conta) patito dalla squadra più nobile di Spagna (e d’Europa) con grande scorno di Sua Maestà Re Juan Carlos. Probabilmente Schuster pensa ancora di star allenando il Getafe, la squadra dei sobborghi: così impara quel genio del male che ha avuto l’idea di cacciare ignominiosamente Capello il vittorioso. Non così Roberto Mancini, pienamente consapevole di star allenando l’Inter, dalla quale non lo caccia nessuno (per il momento). I campioni d’Italia, dall’alto della loro non altrettanto vincente tradizione, l’anno scorso hanno dimostrato di poter carpire lo scudetto anche giocando bendati, tanta la superiorità manifesta. Allora pronti, via: e il primo trofeo della stagione, come l’ultimo dell’anno scorso, se l’è pappato la Roma con Totti a mezzo servizio.&lt;br /&gt;Oddio, sono il primo a dire che queste considerazioni lasciano il tempo che trovano e che il prossimo weekend magari il Manchester United e il Lione risorgono contro Tottenham e Saint-Etienne, il Real vince (ho i miei dubbi) il derby con l’Atlético e l’Inter fa un sol boccone dell’Udinese. Sarà. Però questi temporali estivi mi hanno fatto capire il trasporto e la passione (casta) con cui Matarrese s’è baciato Totti consegnandogli la Supercoppa: perché non vince sempre il più forte, e per questo il calcio è ancora bello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-5262331058239501638?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/5262331058239501638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=5262331058239501638' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5262331058239501638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5262331058239501638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/08/mal-di-testa.html' title='Mal di testa'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-5465084253913833912</id><published>2007-08-17T00:18:00.000+03:00</published><updated>2007-08-18T00:11:18.407+03:00</updated><title type='text'>Serie A al via. Veggenti al lavoro.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://parlaperte.com/myPictures/lega-calcio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://parlaperte.com/myPictures/lega-calcio.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MARCO GIANNATIEMPO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, agosto ci porta in dote il caldo, le zanzare, la noia, e infine il campionato col suo lascito di pronostici e propositi. Per la nuova stagione, oltre ad annunciarvi che il nuovo sito è in cantiere e vedrà la luce a torneo iniziato ma con molte novità, proponiamo la nostra graduatoria sulla Serie A alle porte. Considerazioni generali: è un campionato più borghese del precedente, ma che ne guadagni in qualità è tutto da dimostrare; il calciomercato può stravolgere i pronostici ancor prima del via; la fuga dei nostri talenti, unita alla carenza di veri e propri colpi di mercato, prefigura un impoverimento che in pochi anni potrebbe portarci ai livelli della Bundesliga (in forte crescita, tra l’altro): urgono rimedi. Passiamo all’analisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;POLE POSITION&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;INTER&lt;/span&gt;. Due acquisti di valore (Chivu e il “simpatico calciatore” Suazo, come definito dall’ineffabile Cannavò) ad integrare il sensazionale parco calciatori che è la vera forza della squadra di Mancini. Nel calcio non si gioca in 25, ma avere 25 campioni aiuta, chiedere a Spalletti. Squadra imbattibile sui calci piazzati (là dove, nel campionato del Belpaese, si vincono tante partite), con una difesa solida, un centrocampo muscolare e al contempo di qualità, una linea d’attacco che farebbe invidia al Real Madrid delle 5 coppe dei campioni. Un suicidio collettivo pare essere l’unica speranza per le inseguitrici.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira, Cambiasso, J. Zanetti; Stankovic (Figo); Suazo (Crespo), Ibrahimovic. All. Mancini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;SECONDA FILA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MILAN&lt;/span&gt;. I campioni d’Europa, al solito, si adagiano sulle loro conquiste continentali e rinunciano a puntellare significativamente l’organico (in data odierna, il solo imberbe Pato popola la colonna acquisti). Con il Dida svagato dello scorso anno, una difesa che si regge soltanto sulla qualità del centrocampo (che lascia poche iniziative agli avversari) e al mai domo Nesta, l’assenza cronica di un vice-Pirlo che permetta al più forte play-maker degli anni 2000 di riposare quanto basta, e la mancanza di un centravanti da 20 gol a stagione (lo sarà Ronaldo?), i rossoneri potranno affidarsi soltanto alla verve di un Kakà senza punti deboli e ad un complesso di primattori da fare invidia anche ai cugini. Basterà?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-2-1): Dida; Oddo, Nesta, Kaladze (Maldini), Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf; Ronaldo (Gilardino). All. Ancelotti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ROMA&lt;/span&gt;. Perso Chivu, preso Juan. Date le motivazioni del rumeno, il conto in banca rimpinguato e la qualità del subentrante, tutto di guadagnato. Aquilani è pronto alla consacrazione, Giuly ed Esposito vanno a colmare le lacune di una rosa ristretta che deve guardare anche in Europa. Difetti: la poca “muscolarità”, fondamentale nel nostro calcio, la necessità di un terzino sinistro e forse di un ariete che possa risolvere determinate partite (vedi i pareggi interni contro Ascoli e Chievo della scorsa stagione).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-2-3-1): Doni; Panucci, Mexes, Juan, Tonetto; Pizarro (Aquilani), De Rossi; Giuly (Taddei), Perrotta, Mancini; Totti. All. Spalletti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;JUVENTUS&lt;/span&gt;. Campagna acquisti corposa (e dispendiosa), ma aver trattenuto il nucleo storico della promozione in Serie A è il merito principale della dirigenza. Ad occhio e croce, un altro difensore centrale (Heinze?) e un terzino destro potrebbero far comodo. Il centrocampo è folto e di qualità, l’attacco è stato puntellato con Iaquinta, per caratteristiche diverso dai due titolari e per questo utile. Non giocare le coppe frutterà un bottino di punti bonus. Occhio a Palladino, Nocerino e Criscito: un giovane di qualità per reparto. Quesito dell’estate: quale Juve senza Moggi?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Buffon; Grygera, Andrade, Criscito, Chiellini; Camoranesi, Tiago, Almiron (Nocerino), Nedved; Trezeguet, Del Piero (Iaquinta). All. Ranieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;ZONA COPPE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LAZIO&lt;/span&gt;. L’eventuale qualificazione in Champions frutterà denaro e, forse, altri calciatori. La base di partenza è ottima, e Delio Rossi sa amministrare quel che ha con sagace maestria. Permangono i dubbi su un organico ristretto, leggerino (pochi colpitori di testa, soprattutto davanti), e forse inadatto ad affrontare ambedue le competizioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-1-2): Carrizo (Ballotta); Scaloni, Siviglia, Cribari, Zauri; Mudingayi (Behrami), Ledesma, Mutarelli; Mauri (Meghni); Pandev, Rocchi. All. Rossi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;UDINESE&lt;/span&gt;. Un tecnico emergente e propositivo alla guida di una rosa completa e di valore: gli ingredienti perfetti per un piatto gustoso. Il trio delle meraviglie Quagliarella-Floro Flores-Di Natale ha tutto per strabiliare tifosi e commentatori. A voler essere pignoli, manca un difensore d’esperienza e un centrocampista col “physique du rôle”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-3): Chimenti (Handanovic); Mesto, Coda, Zapata, Felipe; Pinzi, Obodo, D’Agostino; Quagliarella, Floro Flores, Di Natale. All. Marino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FIORENTINA&lt;/span&gt;. Pur con tutte le perplessità del caso – i tifosi viola sono i primi a nutrire dubbi sulla campagna acquisti – la fiducia preventiva al duo Corvino-Prandelli appare d’obbligo. Il nodo principale è legato alla partenza di Toni: Pazzini è pronto al salto di qualità, Vieri è in attesa della sua rinascita, ma al momento restano i punti interrogativi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Frey; Ujfalusi (Vanden Borre), Dainelli, Gamberini, Pasqual (Balzaretti); Semioli, Donadel, Montolivo, Santana; Pazzini (Vieri), Mutu. All. Prandelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PALERMO&lt;/span&gt;. A scanso di equivoci: nemmeno stavolta il Palermo vincerà lo scudetto, i vendi-fumo delle tv vadano a portar sfiga altrove. Colantuono ha l’occhio lungo e un attacco con un potenziale da 35 gol, ma la difesa va puntellata e il centrocampo, perso Corini e con Bresciano in partenza, necessita di una guida.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Fontana (Agliardi); Zaccardo, Barzagli, Rinaudo (Biava), Pisano; Diana, Guana, Simplicio, Jankovic; Amauri, Miccoli (Cavani). All. Colantuono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;OUTSIDER&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SAMPDORIA&lt;/span&gt;. Esagerati: per un Quagliarella perso in extremis, Garrone regala al mago Mazzarri un quartetto di punte: Bellucci, Caracciolo, Cassano, Montella. Dalla cintola in giù, tutto o quasi come prima.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (3-5-2): Castellazzi; Lucchini, Sala, Accardi; Maggio (Pieri), Palombo, Volpi, Delvecchio, Reto Ziegler; Cassano, Montella (Caracciolo). All. Mazzarri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TORINO&lt;/span&gt;. Organico rinnovato, e migliorato. Qualche dubbio sulla prolificità di Bjelanovic e Ventola in attesa di Di Michele, ma l’impressione è che il Toro non dovrà faticare per conquistare la salvezza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Sereni; Comotto, Natali, Di Loreto, Lanna; Rosina, Corini, Barone, Grella (Lazetic); Bjelanovic, Di Michele (Ventola). All. Novellino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CATANIA&lt;/span&gt;. Potrebbe essere la vera sorpresa del torneo. Acquisti mirati e rosa almeno da centro-classifica guidata da un allenatore capace. Con un centrocampista di valore in più sarebbe da zona Uefa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-1-2): Bizarri; Silvestri, Stovini, Terlizzi, Vargas; Edusei, Baiocco, Giac. Tedesco; Caserta (Babù); Mascara, Spinesi. All. Baldini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LIVORNO&lt;/span&gt;. Con Lucarelli sarebbe stato tranquillamente da metà classifica. Difesa confermata, centrocampo rinnovato, e il forte dubbio che lo spagnolo Tristan possa far rimpiangere il bomber dello Shathtar. Tavano è comunque un buon colpo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Amelia; Balleri, Grandoni, Galante, Pasquale; A. Filippini, Dhorasoo, Giannichedda, E. Filippini; Tristan, Tavano. All. Orsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;EMPOLI&lt;/span&gt;. I miracoli non si ripetono due volte. Cagni lo sa, i suoi ragazzi lo sanno: ripetere l’annata scorsa con la storica qualificazione in Coppa Uefa sarà impossibile. Tutt’altro che impossibile, invece, la salvezza. Occhio a Giovinco: è un campioncino.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-2-3-1): Balli; Raggi, Adani, Pratali (Marzoratti), Tosto; Marianini, Marchisio; Buscè (Giovinco), Vannucchi, Giacomazzi; Saudati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GENOA&lt;/span&gt;. Dubbi su un modulo che è un’arma a doppio taglio, con una difesa peraltro da verificare che fa da contraltare ad una linea d’attacco di seconda fascia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (3-4-3): Rubinho (Pegolo); Bega (Masiello), De Rosa, Bovo; Rossi, Milanetto, Paro, Fabiano; Papa Waigo, Borriello, Di Vaio. All. Gasperini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;IN FONDO AL GRUPPO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NAPOLI&lt;/span&gt;. Sul giudizio pesano i tre acquisti promessi dal presidente ancora non tramutati in realtà. Nel frattempo, persi Bianchi e Giuseppe Rossi, la squadra della scorsa stagione rimpolpata con calciatori tutti da testare non sembra prefigurare sogni di gloria. Urgono un goleador, un mediano di quantità e un difensore di esperienza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (3-5-2): Iezzo; P. Cannavaro, Domizzi, Contini; Grava, Gargano, Hamsik, Dalla Bona, Bogliacino (Rullo); Calaiò (Sosa), Lavezzi. All. Reja&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ATALANTA&lt;/span&gt;. Delneri ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, ma l’impressione è che i miglioramenti significativi si siano avuti soltanto sulle fasce laterali, con Langella e Floccari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Coppola; Adriano, Rivalta (Talamonti), Carrozzieri, Bellini; Ferreira Pinto (Floccari), De Ascentis, Bernardini (Tissone), Langella; Doni, Zampagna. All. Delneri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PARMA&lt;/span&gt;. È la solita squadra imbottita di giovani che sembra sul punto di capitolare salvo risvegliarsi in punto di morte. La rosa è migliorabile ovunque, buoni gli acquisti mirati di Falcone, Morrone e Reginaldo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Bucci; Zenoni, Falcone, Couto (Cardone), Castellini; Gasbarroni, Morrone, Cigarini (Parravicini), Dessena; Reginaldo, Budan. All. Di Carlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SIENA&lt;/span&gt;. Un solo acquisto sicuro (Lucarelli) e tante scommesse, a partire da un Mandorlini che in Serie A ancora non ha dimostrato il suo valore. Si punta sulla vecchia guardia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-1-2): Manninger; Bertotto, A. Lucarelli, Loria (Portanova), Grimi; Vergassola, Codrea, De Ceglie; Locatelli (Galloppa); Maccarone, Frick (Chiesa). All. Mandorlini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CAGLIARI&lt;/span&gt;. Giampaolo è una garanzia e la politica dei giovani spesso paga, ma… Perdere il trio delle meraviglie in un colpo solo potrebbe stravolgere equilibri già consolidati. E il resto della squadra non sembra dare sufficienti garanzie.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-4-2): Fortin; Ferri, Lopez, Bianco, Del Grosso; Foggia, Parola, Conti, Fini; Matri, Acquafresca. All. Giampaolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;REGGINA&lt;/span&gt;. Finita l’era Mazzarri (e Bianchi) resta un organico pieno di falle e un allenatore che dovrà sudare per trattenere i suoi pezzi pregiati (Amoruso in testa). Salvezza possibile, ma difficile.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Probabile formazione (4-3-3): Campagnolo; Lanzaro, Valdez, Aronica, Modesto; Vigiani, Cascione, Tognozzi; Cozza, Amoruso, Joelson. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-5465084253913833912?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/5465084253913833912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=5465084253913833912' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5465084253913833912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5465084253913833912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/08/serie-al-via-veggenti-al-lavoro.html' title='Serie A al via. Veggenti al lavoro.'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-9061383864453551859</id><published>2007-07-24T15:51:00.001+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:13.684+02:00</updated><title type='text'>La fuga di bomber e il fascino dello straniero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RqX16GAG-EI/AAAAAAAAAD4/BIBpBPzzNvk/s1600-h/bianchi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RqX16GAG-EI/AAAAAAAAAD4/BIBpBPzzNvk/s320/bianchi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090745332204501058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   di DOMENICO FABBRICINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scappano i bomber dall'Italia. Il Paese campione del Mondo in carica, il Paese che, si dice, esprime il più bel calcio del mondo e che vorrebbe ingaggiare i migliori calciatori del globo, vede fuggire i suoi migliori cannonieri, attratti probabilmente (anzi, quasi certamente) dalle sirene milionarie di nazioni più attrattive, ma neanche tanto se si considera che Cristiano Lucarelli, 20 gol quest'anno con il Livorno, è andato a giocare in Ucraina (si badi, non in Spagna o in Inghiterra, ma in Ucraina), nello Shaktar Donetsk. Certo, gli 8 milioni di euro offerti per un attaccante ormai 32enne facevano gola al presidente Spinelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come facevano gola i 3 milioni a stagione offerti all'ex capitano amaranto, che l'anno scorso ha già rifiutato un ingaggio da un milione a stagione per restare a Livorno. Mercenario è stato chiamato dal più gentile dei suoi tifosi dopo la fuga in Ucraina, ma forse è solo l'emblema di un fenomeno sul quale bisognerebbe riflettere.&lt;br /&gt;Lucarelli, infatti, non è l'unico bomber a lasciare l'Italia, se si considera l'approdo di Luca Toni (16 gol a Firenze) al Bayer Monaco, di Giuseppe Rossi (9 gol in un girone) al Manchester United (anche se potrebbe tornare in Italia) e di Rolando Bianchi (18 reti con la Reggina) al Manchester City. Se poi consideriamo la fuga di De Sanctis, portiere che ha rescisso il contratto con l'Udinese per scappare in Spagna al Siviglia, viene da chiedersi: cosa sta succedendo all'Italia? Da un alto il Milan cerca di convincere i vari Eto'o, Ronaldinho, Drogba a vestire la casacca rossonera, dall'altra basta voltare le spalle per vedere quelli che in Italia già c'erano scappare via. Cosa sta succedendo? E' vero che il campionato italiano è sempre più "povero" come si sente dire in giro, ma se il Milan (tanto per fare un esempio) stanzia 50 milioni per Eto'o, perché non spenderne meno della metà per un Bianchi o un Rossi che potrebbero rappresentare, molto verosimilmente, il futuro della Nazionale Italiana? Forse perché lo straniero va di moda, il tifoso vuol vedere nella sua squadra il campione forestiero che tira fuori dal cilindro numeri che gli autoctoni non sono in grado di regalargli, fa "figo" vedere nella rosa della propria squadra un bel nome brasiliano. Peccato che, a volte, la scatola chiusa che nasconde un calciatore che non ha mai calcato il manto verde italiano può tramutarsi in un vero e proprio "pacco" (vedi Ricardo Oliveira). Magari (magari!!!) il motivo è invece opposto, è il calcio italiano che va di moda all'estero e tutti vogliono assicurarsi il campione dal Belpaese. Ma se anche fosse così, resta l'interrogativo: perché questa fuga di bomber, che ricorda la ben più famosa fuga di cervelli?&lt;br /&gt;In pecunia veritas.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-9061383864453551859?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/9061383864453551859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=9061383864453551859' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/9061383864453551859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/9061383864453551859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/07/la-fuga-di-bomber-e-il-fascino-dello.html' title='La fuga di bomber e il fascino dello straniero'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RqX16GAG-EI/AAAAAAAAAD4/BIBpBPzzNvk/s72-c/bianchi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1156511387132283373</id><published>2007-07-18T22:27:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:13.815+02:00</updated><title type='text'>Caro Chivu, in amore vince chi fugge</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rp5p-mOfEfI/AAAAAAAAADw/P8yyVIXeWxE/s1600-h/lapr_10629133_59550.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rp5p-mOfEfI/AAAAAAAAADw/P8yyVIXeWxE/s320/lapr_10629133_59550.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088621153109348850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di FABIO COSTANTINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni estate calcistica che si rispetti ha la sua telenovela ufficiale. In attesa che il Milan si renda conto del suo mercato imbarazzante, è quello legato a Chivu il caso più corposo dell’ultimo mese. Tanti gli attori protagonisti di questa commedia dell’assurdo: Rosella Sensi, i Becali Bros, Massimo Moratti, Joan Laporta e Ramon Calderon. Alcuni hanno svolto un ruolo da comparsa, altri sono tutt’ora sotto i riflettori, in attesa che la pellicola arrivi a una conclusione. Per molti questo è già accaduto, con il classico “tanto rumore per nulla” che costringe il difensore romeno a rimanere nella capitale fino agli ultimi respiri del suo contratto. Ma in realtà la never ending story all’italiana è ancora in pieno svolgimento, con gente che non si parla e altri che dissimulano interesse o menefreghismo ogni volta che cambia il vento. Rapido quadro della situazione. Tutto inizia prima dell’apertura delle buste per definire le comproprietà. Tra i calciatori in ballo, quel David Pizarro “ripudiato” da Mancini e amato come un figlio da Spalletti. Perché mai arrivare a uno scontro frontale tra Roma e Inter, quando ci si potrebbe accordare in altro modo? Magari lasciando il cileno a Trigoria, in cambio di una cifra modesta equiparata in 6 milioni di euro. Ma Moratti, pur avendo un cuore grande così, non è tipo da fare regali alle altre società (Milan a parte...), e probabilmente nella fattispecie si è tutelato garantendosi una prelazione sull’acquisto di Chivu, difensore eclettico che troneggia nei sogni del Mancio. Tutto semplice, no? Lui se ne vuole andare da Roma a un anno dalla scadenza del contratto, l’Inter lo accoglierebbe a braccia aperte, senza tuttavia spendere cifre da capogiro. E la società capitolina che guadagna una buona cifra dopo essersi assicurata l’imprescindibile Pizarro. In tutto questo, ecco entrare in punta di piedi i fratelli Becali, procuratori di mezza Romania e, naturalmente, del capitano della nazionale. Per loro l’accordo con Moratti è stato semplice: 5 milioni a Chivu e non se ne parli più. Una stretta di mano talmente forte da convincere i due agenti a rifiutare ogni altra proposta d’acquisto. Ma cosa c’entra questo? Se ormai è tutto definito, chi altri può interferire nel matrimonio tra Massimo (Moratti) e Cristian (Chivu), con Rosella (Sensi) testimone? Ma il gatto e la volpe spagnoli, i Laporta e Calderon che cercano un difensore di nome per Barcellona e Real Madrid. Via dunque alla fatidica asta, con la Sensi osservatrice golosa e Pradè braccio armato investito di ogni trattativa: 15 milioni dalla Catalogna, 18 dalla Castiglia. E l’Inter? Sorpresa da questo tourbillon di monete, fa un passo indietro per non partecipare ad alcuna asta. Tanto sa di avere in mano il jolly determinante: il sì di Chivu, o meglio dei Becali, che mai rinuncerebbero alla commissione su quei bellissimi 5 milioni annui. Giorno dopo giorno, agli ok della Roma seguono i rifiuti dell’entourage del calciatore, fino ad arrivare all’abbandono della pista romena da parte spagnola, virata verso altri lidi (Milito e Pepe). Stop, dunque, fine dell’asta. Rosella è furibonda, non vuole accettare l’offerta dell’Inter perché inferiore alle altre. Ma l’offerta dell’Inter, a un certo punto, sparisce in un puff, un po’ per strategia, un po’ per irritazione nei confronti di chi ha attirato altre api a un miele già dato via. Situazione? Oggi Chivu è in ritiro con la Roma, che non ne vuole sapere di trattare con Moratti, il quale non ha voglia di parlare con la capitale. I Becali, accusati di aver impedito la cessione del giocatore in Spagna, devono acconsentire all’obbligo di rispettare il contratto fino all’ultimo giorno, esponendo così il loro protetto a una contestazione pubblica. Accettata, tra l’altro, di buon grado dal nostro protagonista, prima oggetto del desiderio di mezza Europa e oggi separato  in casa giallorossa. Chivu rispetterà il contratto e se ne andrà il 30 giugno dove gli offriranno di più (sarà sempre l’Inter?), ma in questi 12 mesi dovrà sorbirsi il malcontento della tifoseria, poco propensa a perdonare chi aveva già pronte le valigie verso Milano. Questo il quadro, ma finirà davvero così? Nessuna possibilità di dialogo tra Sensi e Moratti? Che fine ha fatto quell’accordo dopo la cessione di Pizarro? Forse la Roma ha giocato troppo con il fuoco cercando di guadagnare il più possibile. Un tempo il patron nerazzurro, per spirito di competizione, avrebbe accolto la sfida e l’avrebbe persino vinta. Ma quei tempi sono finiti. Oggi il buon Moratti, con Moggi fuori gioco, ha scoperto che il miglior modo per portarsi a casa i giocatori è parlargli direttamente, costringendo poi la loro società ad accettarne la volontà (vedi Suazo). È proprio vero che il mercato lo fanno i calciatori, ma una piccola quantità di etica sarebbe ben accetta. Adesso Moratti fa l’indifferente, sostiene che Chivu non gli serve, e lo ignora. Ma forse si tratta semplicemente di un’altra tattica. Dopotutto, in amore vince chi fugge....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1156511387132283373?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1156511387132283373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1156511387132283373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1156511387132283373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1156511387132283373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/07/caro-chivu-in-amore-vince-chi-fugge.html' title='Caro Chivu, in amore vince chi fugge'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rp5p-mOfEfI/AAAAAAAAADw/P8yyVIXeWxE/s72-c/lapr_10629133_59550.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-3844667899210811639</id><published>2007-07-10T22:33:00.001+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:13.894+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085653858482726882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RpPfPUV1J-I/AAAAAAAAADo/dhp1rRc7FSY/s320/cassano.jpg" border="0" /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;CAMPIONE PRECOCE&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;FIORENZO BAINI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sta svolgendosi il mondiale under 20 in Canada e naturalmente fior di osservatori, allenatori, procuratori nonché avvoltoi vari stanno sugli spalti a vedere le proposte future del convento calcistico e come al solito è stato identificato il fenomeno prossimo venturo, naturalmente brasiliano, ovvero Pato.&lt;br /&gt;Siccome a ogni evento del genere ce n’è sempre uno di tali messia conviene chiedersi se le promesse sono state rispettate e in base alla risposta sapremo la validità effettiva di queste manifestazioni.&lt;br /&gt;Da un punto di vista strettamente calcistico è ovvio che chi ha un qualcosa in più sia destinato a brillare in mezzo ai coetanei ma questa ovvietà naturalmente non serve a nutrire il fenomeno calcio inteso come puro spettacolo. No, occorre che il nuovo fenomeno sia considerato tale prescindendo dal contesto e venga considerato un “craque” assoluto perché solo così sono giustificabili i clamorosi esborsi che le squadre più ricche sono disposte a spendere. Occorre fare immaginare che il ragazzino possa inserirsi in una squadra nuova e mettere in riga tutti dall’alto della sua classe.&lt;br /&gt;I nomi che mi vengono in mente nell’immediato passato sono Kaka, Messi e Robinho; dei tre solo il primo ha dimostrato di essere realmente un fuoriclasse perché si è inserito in un complesso preesistente e l’ha fatto vincere. Messi ha molto per essere come Kaka ma, fino ad oggi, non ha dimostrato di poter essere colui che trasforma la squadra rendendola vincente infatti io non credo che fosse stato solo tafazzismo quello di Pekerman ai mondiali di levarlo nella partita con la Germania come, d’altronde, Messi non ha certo fatto vincere il Barcellona. Su Robinho non è neanche il caso di parlare perché il Real ha vinto indipendentemente da lui.&lt;br /&gt;Di conseguenza questi mondiali sono al 70% inattendibili e l’impressione è che esistano come vetrina per far spendere i club ricchi e di conseguenza per immettere in circolo di enormi quantità di denaro a favore di chi è più svantaggiato consentendo così la sopravvivenza del baraccone. Credo perciò che ogni tipo di manifestazione mondiale a livello giovanile potremmo giustificarla con finalità sociali e poco più.&lt;br /&gt;Anche perché, scendendo più nel dettaglio tecnico, è bene non dimenticare che ai mondiali veri la tendenza delle squadre è quella di avere un’età media più elevata rispetto a vent’anni fa proprio nelle squadre candidate al titolo. Si noterà che, a parte le nazionali non titolate, le altre tendono a far largo ai giovani quando sono proprio deluse dalla generazione dei venticinque/trent’anni infatti la Germania, dall’età media abbastanza bassa, ha dovuto fare di necessità virtù visto il vuoto che ha seguito la generazione di Matthaus, dei Klinsmann e pure dei Kohler; l’Olanda, con risultati negativi, ha provato a svecchiare a sua volta ma, a parte gli errori di Van Basten, l’impressione è che, fortissimi a livello giovanile, siano poi veramente pochi gli olandesi in grado di creare un team vincente.&lt;br /&gt;Allora, tornando al punto iniziale, un fenomeno realmente tale credo che non abbia bisogno di giocare ai mondiali giovanili e quando accade, nella gran parte dei casi lo si fa passare per tale, ma non lo è. Un fenomeno va direttamente nella nazionale maggiore, diventa titolare e da lì non si schioda più; per quanto inarrivabili credo che gli esempi di Pelè e Maradona, titolarissimi a diciannove anni, siano ancora i più validi. Nel piccolo orticello nostro e senza parlare di fenomeni vale il caso di Bergomi, mondiale a diciannove anni non ancora compiuti ma qui forse si apre un’altra parentesi; con la necessità solo nostra di far vincere sempre e comunque l’Under 21 è diventato presso che impossibile un esordio in nazionale a venti anni. Casi Bergomi o anche Cabrini temo che non se ne vedranno più. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-3844667899210811639?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/3844667899210811639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=3844667899210811639' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/3844667899210811639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/3844667899210811639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/07/campione-precoce-di-fiorenzo-baini-sta.html' title=''/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RpPfPUV1J-I/AAAAAAAAADo/dhp1rRc7FSY/s72-c/cassano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-4516782104102026017</id><published>2007-07-10T19:19:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.168+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RpOxk0V1J9I/AAAAAAAAADg/zVPdVM5-kQs/s1600-h/buffon.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085603650315036626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 186px" height="211" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RpOxk0V1J9I/AAAAAAAAADg/zVPdVM5-kQs/s320/buffon.jpg" width="218" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; di&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;ANTONIO GURRADO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Per come siamo noi Italiani, più che probabile che ce ne dimentichiamo. Lunedì 9 luglio cade il primo, delirante compleanno del trionfo a Germania 2006 e va bene, questo se lo ricorda chiunque, secondo me perfino Guido Rossi. Ma per assurdo, controfattualmente, se pure l’anno scorso non avessimo vinto il Mondiale avremmo avuto qualcosa da festeggiare in questo luglio insolitamente caldo (nota extra-calcistica: quando i telegiornali si svuotano, con l’estate, ogni luglio è inusitatamente caldo, così come sotto Natale ogni inverno è inusitatamente freddo e in primavera ogni scudetto dell’Inter è inusitatamente meritato). Mercoledì 11 luglio, alzi la mano chi ha indovinato, è il venticinquesimo anniversario della vittoria di Spagna ’82.&lt;br /&gt;All’epoca ero già nato ma, avendo da poco compiuto un anno e mezzo, preferivo interessarmi ad argomenti più futili; così che solo per interposta videocassetta ho conosciuto il traballante girone eliminatorio di Vigo, il seppellimento della prosopopea brasiliana nel secondo turno e l’inutile goal di Breitner in finale. Non rimpiango di essermelo perso, perché il 2006 e il 1982 occupano due versanti distinti del mio cuore calcistico: il primo saldamente ancorato agli avvenimenti spiccioli che scandivano l’attesa delle partite, e come tale momento leggendario che ha attraversato una quotidianità che lo ha reso credibile, impossibile a svanire col risveglio mattutino; il secondo, al contrario, necessariamente confinato nella testimonianza altrui o nel giornalismo d’epoca, in un flusso storico trasognato e talmente nebuloso da camuffarsi a mo’ di leggenda, benché confermato dalla reiterata esposizione (per interviste, celebrazioni varie, partitelle amarcord) dell’invecchiamento dei protagonisti d’allora.&lt;br /&gt;Perché il calcio, non lo capiremo mai abbastanza, ci piace perché insegna che invecchiamo tutti e che al contempo possiamo sopravvivere al nostro invecchiamento, cristallizzati nel momento in cui, non importa se uno o venticinque anni fa, due mani italiane hanno alzato al cielo una coppa completamente uguale e dorata. Se fossi un sociologo, dedicherei questa festevole settimana di luglio allo studio comparativo delle due rose azzurre, della ristretta scelta di una ventina di compatrioti che, per un mese, non ha dovuto far altro che tirare calci in nome di una Nazione intera. Non per niente l’Italia, come volevasi dimostrare, è a forma di stivale, e sotto la Calabria sembrano esserci i tacchetti.&lt;br /&gt;Non potendo giocare a trovare le differenze, come nella Settimana Enigmistica, fra ventidue coppie di Campioni del Mondo, mi limiterei alla coppia di portieri che in due secoli diversi, come la Settimana Enigmistica, può vantare innumerevoli tentativi di imitazione. Si può riuscire a rintracciare i cambiamenti di cinque lustri sui lineamenti paralleli di Dino Zoff, prima, e di Gigi Buffon, dopo? In comune hanno più cose di quante si possa intuire: sono entrambi sovrumani, come appare lampante dalla visione di qualsiasi filmato d’epoca; hanno un nome diminutivo (curioso per chi negli occhi degli attaccanti è grande quasi quanto la porta che protegge) e un cognome tronco come il rumore di una parata; giocano nella Juventus e vincono campionati a ripetizione. Cosa li distingue? Tante, infinite cose; ma nella nostra memoria, se ci pensiamo un attimo, sono percepiti come speculari. A Zoff associamo, brutalmente, la vecchiaia, col bagaglio di esperienza e silenziosa saggezza che si porta; le rughe fissate nell’espressione perpetua con la quale ha attraversato il 1982, mutandola in un sollievo tanto raro da dover essere immortalato da Guttuso. A Buffon associamo, al contrario, la gioventù, col suo esordio precocissimo in Serie A, i capelli bagnati, l’occhiolino compulsivo, la battuta spontanea (dopo la miracolosa parata su Zidane, un anno fa, gli si avvicina e gli dice: “Scusa”), la fidanzata bella e il suo continuare ad essere sempre, quando leggiamo la data di nascita sugli almanacchi o sugli album di figurine, sorprendentemente più giovane di quanto ne dica il palmarès (ha due anni più di me, che a stento riesco a tenere un pallone fra le mani).&lt;br /&gt;Tanto per gradire, ci fermiamo ai numeri 1. Però pensate quante informazioni su venticinque anni d’Italia potrebbe trarre l’ipotetico sociologo dalla comparazione dei numeri 3 diversamente decisivi (in Spagna Bergomi, in Germania Grosso), dei ghignanti 5 (prima Collovati, poi Cannavaro), dei pugnaci 8 (nel 1982 Vierchowood, nel 2006 Gattuso), dei fiorentini 9 (pure con la rima: da Antognoni a Toni), dei versatili 15 (Tardelli, Iaquinta), dei nobili 17 (Causio per eleganza, Barone per cognome), e così via: similarità, contrapposizioni e segni del destino si rincorrerebbero all’infinito. Io mi limito a farne notare uno soltanto: in Germania, col numero 7, giocava il capitano della squadra più tifata d’Italia, campione di buon viso (il suo) a cattivo gioco (della malasorte), sereno, corretto, vincente, fedele, determinante e compagnia lodando: le sue giocate e le sue interviste dovrebbero diventare materia obbligatoria in tutti gli oratori d’Italia, dove spero che stiano iniziando ad allenarsi i Campioni del Mondo del 2030. In Germania, Alessandro Del Piero indossava la maglia che fu di Scirea.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-4516782104102026017?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/4516782104102026017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=4516782104102026017' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/4516782104102026017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/4516782104102026017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/07/di-antonio-gurrado-per-come-siamo-noi.html' title=''/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RpOxk0V1J9I/AAAAAAAAADg/zVPdVM5-kQs/s72-c/buffon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-2874171091006426564</id><published>2007-07-03T17:51:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.286+02:00</updated><title type='text'>Coco e i perché</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RopiskV1J6I/AAAAAAAAADE/49bZ4uSmIWc/s1600-h/fontana3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082983647250032546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RopiskV1J6I/AAAAAAAAADE/49bZ4uSmIWc/s320/fontana3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di&lt;/em&gt; COSIMO ARGENTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda di fondo è sempre la stessa: perché?&lt;br /&gt;Perché giochi al calcio? Perché scrivi una poesia d’amore? Perché scolpisci sotto la pioggia?&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Qual è la molla che ti spinge a soffrire, sudare, sputare sangue cercando di farcela. Perché si lotta per un risultato o per fedeltà al delirio che ci si è scelti?&lt;br /&gt;Perché si gioca al calcio?&lt;br /&gt;Perché so fare solo quello. Perché nella vita sono un mediocre e invece in campo divento un eroe. Perché la forza che mi viene dal manto erboso mi rende pressoché invincibile. Perché non ne posso fare a meno. Perché da bambino giocavo e calciavo contro tutto e tutti.&lt;br /&gt;Ma a questo punto stringiamo l’ottica e tiriamo fuori un’altra domanda che sorge altrettanto spontanea: perché Coco gioca al calcio?&lt;br /&gt;Perché Francesco Coco ha deciso di fare il calciatore?&lt;br /&gt;Non ci scandalizziamo, no, riguardo alle personalità che da sempre hanno attraversato il mondo del calcio. Erik Cantona in gessato e bombetta che sfascia il volto di un tifoso avversario; Paul Gazza Gascoigne che salta gli allenamenti per andare al pub con gli amici; Albertosi in ritardo al raduno per colpa dell’ultima corsa all’ippodromo…&lt;br /&gt;Ma rispetto a loro una domanda almeno aveva una risposta certa: perché giocavano? Perché erano calciatori di razza, magari con temperamenti particolari, ma giocavano perché per loro quella era la vita.&lt;br /&gt;E Coco?&lt;br /&gt;E per Coco?&lt;br /&gt;Di Bobo Vieri si può dire questo e quest’altro ma in campo c’ha il fuoco. Vuole la porta e la cerca quasi con disperazione e ora che la vede sempre di meno la sua faccia comincia a deformarsi nel ghigno di un frustrato aggrappato a una parete di cristallo.&lt;br /&gt;Ma Coco?&lt;br /&gt;Perché Francesco Coco ha deciso di fare il calciatore?&lt;br /&gt;Cosa lo spinge a giocare?&lt;br /&gt;Cosa desidera, in realtà, questo ragazzo? Perché gioca a pallone questo ragazzo siciliano nato calcisticamente nel milanese del nord, a Legnano, dove lo ricordano soprattutto per essere un bel figliolo che per essere stato considerato per un tot di anni l’erede di Paolo Maldini?&lt;br /&gt;I calciatori di una volta giocavano, giocavano, giocavano e poi aprivano una pompa di benzina. Altri finivano dietro una scrivania nella sede della società a cui erano stati fedeli per un’intera carriera.&lt;br /&gt;E Coco?&lt;br /&gt;Perché gioca al calcio questo ragazzo che ha militato nel Barcellona (Pozzo di Gozzo? Macché… i blaugrana!!), nel Milan, nell’Inter, nel Livorno, nel Torino, nel Lanerossi Vicenza…&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Uno volta uno scrittore mio conoscente mi ha confessato che faceva il narratore per scoparsi le ragazze. E un editor una volta mi confidò che conosceva un direttore editoriale che non capiva nulla di letteratura ma che la posizione all’interno della casa editrice gli permetteva di adescare giovani maschi alla ricerca di una pubblicazione e portarseli a letto. E un cantante mi raccontò che il suo sogno era arrivare a cantare una canzone in diretta in tv. Poi poteva anche aprire una salumeria.&lt;br /&gt;E Coco?&lt;br /&gt;Qual è la sua passione nuda e cruda?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-2874171091006426564?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/2874171091006426564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=2874171091006426564' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2874171091006426564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2874171091006426564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/07/coco-e-i-perch_03.html' title='Coco e i perché'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RopiskV1J6I/AAAAAAAAADE/49bZ4uSmIWc/s72-c/fontana3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-367838888311009352</id><published>2007-06-26T13:44:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.436+02:00</updated><title type='text'>Corona e il calcio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RoDu3ucthEI/AAAAAAAAAC0/bsnxKQzduZo/s1600-h/delpiero1.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5080323020802589762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 215px" height="215" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RoDu3ucthEI/AAAAAAAAAC0/bsnxKQzduZo/s320/delpiero1.jpg" width="241" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; di&lt;/em&gt; FIORENZO BAINI&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fabrizio Corona è tornato in libertà. D’altronde, pur essendo digiuno di cose giuridiche, non ho mai pensato che le accuse più gravi fossero credibili giacchè, quando si parla di VIP e starlette, lo sfruttamento della prostituzione credo sia utopico da dimostrare perché l’impressione è che TUTTO sia prostituzione, nel senso di facilità di costumi.&lt;br /&gt;Rimane però il fatto che Corona deve essere un personaggio a moralità vicina allo zero e questo personaggio, sconosciuto ai più fino all’altro ieri, è diventato una star, sono stati creati dei fan club a suo nome. E’ diventato insomma come un attore o, discorso che mi interessa, come un calciatore.&lt;br /&gt;Quali sono allora le analogie? Sia Corona che i calciatori sono ricchi ma non tutti i ricchi fanno fenomeno mediatico. Corona è un bell’uomo e i calciatori, in genere, pure ma anche qui non è sufficiente. Per fare un esempio Paolo Maldini possiede, beato lui, entrambe le caratteristiche ma la sua gloria è rimasta prettamente e giustamente calcistica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Corona, pur essendo sposato, dà l’idea di uno sciupafemmine e si sa che tale caratteristica garantisce, a qualunque livello, un ottimo margine di consensi e anche di invidie, mai tali comunque da pregiudicare un’onorata carriera. A livello potenziale pure i calciatori lo sono. Significa che è qui il rapporto sociologico Corona/ calciatori? Non direi perché basta aver letto il primo libro di Petrini, l’autobiografia di Vendrame per vedere emergere un iceberg nelle nebbie del passato…insomma, i calciatori hanno sempre “cuccato” alla grande ma, a far la differenza, sta il fatto che i Petrini e i Vendrame non erano assimilabili fisicamente al look di Corona.&lt;br /&gt;Credo allora che il punto sia questo: Corona attira perché sembra un calciatore ma, per la proprietà transitiva, i calciatori attirano perché sembrano Corona e cosa sembra Corona?&lt;br /&gt;Corona, nel codino, negli orecchini, nei pendagli al collo, negli anelloni, negli occhiali scuri, tutto griffato è l’espressione più alta, oserei dire più pura, del cosiddetto “tamarro” e lo dico senza offesa, quasi con affetto. Quel look che oggi fa la differenza, una volta confinato ai piccoli boss di periferia, alle minoranze etniche degli USA, si è dato una patina trendy ed è diventato sinonimo di successo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Guardiamo ora ai calciatori; pensiamo a Coco durante l’intervista dopo l’interrogatorio di garanzia. Cosa lo rendeva differente da Corona? Pensiamo a certi terrificanti tagli di capelli dei calciatori, pensiamo al Totti con treccine degli europei 2004, pensiamo al look dei calciatori più mondani e naturalmente viene in mente Beckam, un vertice assoluto; l’unica conclusione logica è che il successo di Corona e quello dei calciatori sia  tale perché la “tamarraggine” è stato stabilito che debba tirare a livello mediatico.&lt;br /&gt;E tuttavia oso dire che nel mondo del calcio questa è una forzatura, dovuta al fatto che ormai è diventato un entertainment perché mentre in Corona e nel suo mondo questo è un naturale modo di essere il calciatore, malgrado tutto, è in primo luogo un atleta catapultato in un ambito che è il contrario dello sport perciò la sua “tamarraggine” sarà sempre qualcosa di forzato, un pegno da pagare, insieme al fatto che non ci si possa più permettere di essere sciupafemmine in incognito come i mitici Petrini e Vendrame ma, anzi, si corra il rischio di essere sbattuti in prima pagina per una scappatella o di vivere, per forza, le proprie storie con donne sempre sotto i riflettori.&lt;br /&gt;La contraddizione sta nel fatto che, man mano diventi tamarramente mediatico, man mano perdi qualcosa come calciatore ma è proprio quest’aspetto che ti rende appetibile dai mass media.&lt;br /&gt;Temo che questa sia la sorte che attende Giardino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-367838888311009352?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/367838888311009352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=367838888311009352' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/367838888311009352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/367838888311009352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/corona-e-il-calcio.html' title='Corona e il calcio'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RoDu3ucthEI/AAAAAAAAAC0/bsnxKQzduZo/s72-c/delpiero1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-5992616112392800255</id><published>2007-06-25T19:00:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.578+02:00</updated><title type='text'>Suazo, bomber di classe anche fuori dal campo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rn_nBOcthDI/AAAAAAAAACs/cYS-hMLZ_xQ/s1600-h/normale_MNBRque3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rn_nBOcthDI/AAAAAAAAACs/cYS-hMLZ_xQ/s320/normale_MNBRque3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5080032912941614130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di FABIO COSTANTINO&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Una delle vicende più squallide di questo calciomercato 2007 riguarda il trasferimento tormentato di Suazo all’Inter. Quando tutto sembrava ormai definito tra nerazzurri e Cagliari, il voltafaccia di Cellino ha improvvisamente cambiato le carte in tavola, spiazzando l’Inter e stendendo un tappeto rosso al Milan che, come un avvoltoio e senza un minimo di rispetto altrui, a messo le mani su una preda ignara di esserlo. In questo momento però sembra che la vicenda si stia per concludere come avrebbe dovuto sin dall’inizio, con l’honduregno che, rispettando la parola data a Moratti, ha deciso di dire “no” all’iniziativa del suo ormai ex presidente e del club di via Turati. In questa vicenda è stato proprio Suazo l’unico a comportarsi in maniera corretta, dando una lezione di signorilità a tutti coloro che si vantano di abbondarne. Bravo l’attaccante, al quale spetta un &lt;st1:metricconverter productid="10 in"&gt;10 in&lt;/st1:metricconverter&gt; condotta, mentre Galliani e soprattutto Cellino non vanno oltre il 5. Moratti, dal canto suo, ha commesso il più classico degli errori, far firmare a un giocatore un contratto prima di aver messo nero su bianco con il suo club di appartenenza. La convinzione di aver limato ogni spigolo e la stretta di mano con Cellino lo facevano infatti dormire fra due guanciali. Ma la scoperta del ribaltone, oltre ad amareggiarlo, lo ha indoto a spiattellare ai quattro venti l’esistenza di una firma precedente con Suazo, che non avrebbe dovuto esistere e che ha indotto l’Ufficio Indagini ad aprire un’inchiesta. Questioni di forma che mai vengono rispettate. C’è un aspetto in particolare che mi lascia perplesso: il Milan ha rilasciato un comunicato ufficiale dove ha annunciato il ritiro dalla trattativa Suazo a causa proprio di un precedente contratto firmato dal giocatore con l'Inter. Ma la sera in cui si è messo d'accordo con Cellino e nei giorni successivi in cui questo particolare è emerso chiaramente (le parole di Moratti, l’indagine in corso), il buon Galliani non ne era a conoscenza? Mi sembra troppo facile rendersi conto di un aspetto così determinante dal punto di vista umano solo dopo che lo stesso giocatore ha rifiutato il trasferimento al Milan. Sa molto di “volpe e uva”. Quindi perchè il club rossonero non ha ammesso di essere stato snobbato nel suo comunicato ufficiale, invece di puntare il dito sul contratto precedente? E' stata davvero una brutta situazione, il peggiore nella vicenda si è rivelato Cellino, una persona inaffidabile che prima beatifica le strette di mano e poi alla prima occasione se ne dimentica facendo di testa sua e mettendo in difficoltà tutti, dall'Inter a Suazo. Solo per una motivazione personale ingiustificata e fuori luogo. E Galliani, come se niente fosse (sapevano tutti che Suazo era ormai interista per sua scelta), ne ha approfittato. Cosa c'è di più censurabile? Far firmare un contratto al giocatore prima della cessione ufficiale o cercare di portarlo via a una concorrente in modo subdolo? Ci vuole più rispetto in questo calcio dove ogni opportunità è buona per fare un dispetto alle altre società. Salvo poi ammettere di aver fallito con un comunicato ufficiale...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-5992616112392800255?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/5992616112392800255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=5992616112392800255' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5992616112392800255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5992616112392800255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/suazo-bomber-di-classe-anche-fuori-dal.html' title='Suazo, bomber di classe anche fuori dal campo'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rn_nBOcthDI/AAAAAAAAACs/cYS-hMLZ_xQ/s72-c/normale_MNBRque3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-6470510826100089444</id><published>2007-06-22T18:21:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.666+02:00</updated><title type='text'>Il candido Cannavò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnvpTucthCI/AAAAAAAAACk/vr_75_oUg8M/s1600-h/cannavo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnvpTucthCI/AAAAAAAAACk/vr_75_oUg8M/s320/cannavo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078909529885606946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di&lt;/span&gt; MARCO GIANNATIEMPO&lt;br /&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;QUANDO Candido Cannavò succedette a Gino Palumbo come direttore responsabile della Gazzetta dello Sport, scranno occupato per 19 interminabili anni, Gianni Brera, in un insano impeto di razzismo all’italiana, alimentò il mito della razza “lumbarda” denunciando l’occupazione dei posti di potere da parte dei meridionali. Come quasi tutti i maestri, detestava il politicamente corretto, bandiva la banalità e brandiva la polemica. Da Gianni Brera, a più di quindici anni dalla sua morte, ereditiamo innumerevoli «breroidi», un patrimonio lessicale divenuto d’uso comune (&lt;i style=""&gt;Abatino&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Bonimba&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Rombo di Tuono&lt;/i&gt;, e poi &lt;i style=""&gt;centrocampista&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;cursore&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;goleador&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;melina&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;Padania&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;palla gol&lt;/i&gt;, &lt;i style=""&gt;rifinitura&lt;/i&gt;, e tanti altri), e l’insegnamento che il giornalismo, anche sportivo, non debba ricercare il già detto, il luogo comune, l’ovvio. Qualità in cui il Candido roseo, titolare delle colonne meno significative della stampa sportiva italiana, eccelle.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;E VENIAMO al presente, 22 giugno 2007. Appena due giorni or sono, acquista un’aura di popolarità il caso plusvalenze. E arriva la notte a riprendersi la luce: di venerdì, i magheggi galliano-morattiani sono relegati in un commento ironico di Fabio Capello, nelle parole di Giancarlo Abete e, infine, nell’odierna rubrica del Candido. Tralasciando le scelte editoriali del giornale rosa, carro armato ai tempi di Calciopoli e ferraglia arrugginita dodici mesi più in là, addentriamoci nelle pieghe dell’articolo di Cannavò, intitolato «&lt;i style=""&gt;Plusvalenze: una storiaccia. Ma non facciamo confusioni&lt;/i&gt;».&lt;br /&gt;   E i dubbi affiorano imperiosi. Una storiaccia, come fosse un qualsiasi fatto di cronaca accaduto ieri l’altro. Giusto per informazione – non un pregio dei nostri fogli sportivi, per la verità – dei maquillage di bilancio se ne occupano egregiamente da anni due cronisti semi-sconosciuti, Marco Liguori e Salvatore Napolitano, che nel 2004, non proprio la scorsa mattina, denunciarono nel loro libro-inchiesta “Il pallone nel burrone” anche gli scambi di calciatori tra Inter e Milan (e Roma, Parma, e così via) quale mezzo illecito per ripianare i conti. Libro che ogni giornalista italiano che si occupi di finanza o di calcio avrebbe il dovere morale di leggere, quantomeno prima di sproloquiare. E il Nostro, così sorpreso dalle inchieste milanesi su San Moratti da Bosco Chiesanuova, pare non averlo sfogliato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;NAUSEA. La prima parola che arriva sulla punta delle dita del Candido. Nausea «&lt;i style=""&gt;per i sistemi da suk nordafricano con cui la società campione d’Italia e quella campione d’Europa hanno gestito il caso Suazo, che riguarda non il novello Maradona, ma un simpatico calciatore da sette anni in Italia&lt;/i&gt;». Siamo certi, da queste colonne, che il «simpatico calciatore», 94 reti in 255 partite in Serie A con la maglia del Cagliari, ricercato da mezzo mondo tra cui, appunto, la squadra campione d’Europa e quella campione d’Italia, abbia gradito il cortese aggettivo. E che, sfogliando le pagine del primo quotidiano sportivo italiano, si sia sorpreso di quanta ignoranza sull’argomento calcio regni tra coloro che regolarmente se ne occupano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;E ANCORA. «&lt;i style=""&gt;L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso. Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale ai quali è abituato&lt;/i&gt;». Non si può non esser lieti che la notizia di reato susciti ilarità nel Nostro. A una certa età, esercitare il riso non è operazione da destinare alla bocca degli stolti. Che la colpa dei taroccamenti sia di un esperto cervellone, tuttavia, lascia perplessi. E non perché Moratti sia un individualista che fa tutto da sé, ma perché di esperti cervelloni, nelle indagini del Pm di Milano, non vi è traccia. Come lascia supporre il Nostro, il buon Massimo non è altro che una vittima di qualche malintenzionato così affezionato ai risparmi del patron che si prodiga negli artifici contabili più disparati. Per concludere il ragionamento, non lascia adito a dubbi il fatto che Moratti avrebbe provveduto in ogni caso all’aumento di capitale. Tutto il popolo nerazzurro ricorda con le lacrime agli occhi gli acquisti milionari di campioni del calibro di (tenetevi forte) Adani, Angloma, Almeyda, Batistuta, Bergkamp, Bia, Bianchi, Bindi, Blanc, Branca, Brechet, Brocchi, Camara, Caio, Carbone, Carini, Cauet, Centofanti, Choutos, Cirillo, Cinetti, Coco, Colombo, Colonnese, Mirco Conte, Corradi, Cordaz, Davids, Dell’Anno, Di Napoli, Domoraud, Fadiga, Farinos, Favalli, Ferrante, Ferrari, Ferron, Festa, Fresi, Fontana, Frezzolini, Fontolan, Galante, Gamarra, Ganz, Georgatos, Gilberto, Gresko, Guglielminpietro, Hakan Sukur, Helveg, Ince, Jugovic, Kanu, Karagounis, Robbie Keane, Kily Gonzales, Lamouchi, Luciano, Macellari, Manicone, Mazzantini, Mezzano, Milanese, Morfeo, Moriero, Mutu, Okan, Orlandini, Orlando, Orlandoni, Pacheco, Panchev, Padalino, Paganin, Panucci, Pasquale, Paulo Sousa, Pedroni, Peralta, Pistone, Rambert, Recoba, Rivas, Sartor, Seno, Serena, Sergio &lt;span style="font-family:Times;"&gt;Conceiçao, Sforza, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times;"&gt;Shalimov, &lt;/span&gt;Silvestre, Simic, Sorondo, Tarantino, Tramezzani, Vampeta, Van der meyde, Ventola, Vivas, West, Winter, Wome, Zanchetta, Ze Elias, Ze Maria.&lt;br /&gt;   Continua il Nostro, sul passaporto falso di Recoba. «&lt;i style=""&gt;Ha pagato Recoba, ha pagato Oriali, ha sofferto – checché se ne dica – anche l’immagine dell’Inter&lt;/i&gt;». Ci tira su il morale, il Candido. E lascia un tarlo agli juventini, che avrebbero probabilmente sofferto volentieri se le pene fossero derubricate ad un mero “danno d’immagine”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;«&lt;i style=""&gt;DEPLORATI gli aspetti morali della vicenda… evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di “Moggiopoli” con l’infezione delle plusvalenze. Nessuna cortina fumogena può nascondere il potere occulto che ha gestito il pallone, le designazioni arbitrali a comando, le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri, gli scandali del 1998 e del 2000, i Baldas, i Ceccarini, i De Santis, gli scudetti dirottati a comando&lt;/i&gt;». Qui il Candido supera sé stesso, demolendo il record di – chiamiamole così – inesattezze stabilito in precedenza. Punto primo: il cancro di Moggiopoli e l’infezione delle plusvalenze. Si rammenti al Nostro che in tutti i Paesi del mondo, Italia esclusa, il falso in bilancio è un reato, sovente punibile con la detenzione. Secondo punto: il potere occulto che ha gestito il pallone. Le metastasi: le designazioni arbitrali a comando (mai dimostrate da nessuna intercettazione telefonica di cui si è a conoscenza), le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri (ne riparliamo a processo concluso), gli scandali del 1998 e del 2000 (mai e dico mai sotto indagine da qualsivoglia magistratura ordinaria o sportiva di questo mondo), Baldas (il moviolista che faceva vincere le partite alla Juventus), gli scudetti dirottati al comando (s’usi il singolare: la giustizia sportiva ha preso in esame un solo campionato).&lt;br /&gt;   Candido Cannavò: un giornalista, un mito.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-6470510826100089444?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/6470510826100089444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=6470510826100089444' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/6470510826100089444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/6470510826100089444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/il-candido-cannav.html' title='Il candido Cannavò'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnvpTucthCI/AAAAAAAAACk/vr_75_oUg8M/s72-c/cannavo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-8509379723263474957</id><published>2007-06-19T19:48:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.824+02:00</updated><title type='text'>Corsi e Ricorsi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RngJqucthBI/AAAAAAAAACc/0c2Kj45nUvk/s1600-h/buffon1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5077819209487844370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 244px; CURSOR: hand; HEIGHT: 178px" height="229" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RngJqucthBI/AAAAAAAAACc/0c2Kj45nUvk/s320/buffon1.jpg" width="244" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di&lt;/em&gt; FIORENZO BAINI&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ già cominciata la fase del ricordo e della rievocazione. Un anno fa di questi tempi iniziava la cavalcata che si sarebbe conclusa in modo trionfale a Berlino e tutti ricorderanno come, man mano ci appressasse alla meta finale, si ricorresse alle scaramanzie, ai corsi e ricorsi storici, dalla finale disputata ogni dodici anni alla semifinale giocata con la squadra del papa regnante e altre amenità del genere.&lt;br /&gt;E’ finita bene ma quando cominciano i mondiali e quello di Germania non ha fatto eccezione, sono altre le costanti che riescono ad inquietarmi e qui le elenco perché forse potrebbero risultare utili per quando, in Sudafrica, guarderemo la palla di cristallo o consulteremo i fondi del caffè.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima costante è che, in linea di massima, quando l’Italia fa bene la prima partita sbaglia la seconda e viceversa. Nel 1994 mancammo clamorosamente contro l’Eire per buttare il cuore oltre l’ostacolo contro la Norvegia superandola con merito. Nel 1998 Baggio ci tenne aggrappati al pareggio contro il Cile nella prima partita per poi trovare una vittoria convincente contro il Camerun. Nel 2002 i mass media non avevano ancora cessato di celebrare la mitica vittoria contro il mediocre Ecuador che già la Croazia ci aveva steso.&lt;br /&gt;In fondo nel 2006 la costante si è ripetuta; la vittoria contro il Ghana è stata inappuntabile sia nel risultato che nel gioco mentre la seguente partita contro gli USA è stata di una bruttezza rara.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Proprio questo, se ragioniamo di corsi e ricorsi, mi aveva inquietato perché, con la mente, sono andato alle Notti Magiche del 1990. L’incontro di esordio con l’Austria fu una delle più belle partite che l’Italia abbia mai disputato ad un mondiale perciò ci si aspettava tantissimo dalla seconda partita con gli USA che erano la cenerentola del girone, esattamente come in Germania.&lt;br /&gt;Se è applicabile la teoria vichiana dei corsi e ricorsi storici al calcio ne consegue che contro gli Stati Uniti si giochi sempre male. La domanda è: si gioca male perché sono LORO che ti fanno giocare male o perché c’è sempre da preoccuparsi quando l’Italia azzecca la prima partita del suo mondiale?&lt;br /&gt;Nel 1990 la nazionale statunitense era forse peggio di quella attuale, come al solito molto agonistica ma neanche troppo fallosa; l’Italia fece un gol bellissimo con Giannini, poi mancò un rigore con Vialli e cominciò a sottovalutare gli avversari che, comunque, erano più propositivi rispetto a quelli visti in Germania tanto che, alla fine, il migliore fu forse Zenga che parò prima una terrificante punizione e poi replicò sulla ribattuta da pochi passi.&lt;br /&gt;L’anno scorso è indubbio che, anche grazie al gioco pesante, sciocchezza di De Rossi a parte, gli Stati Uniti non lasciassero giocare ma era pur vero che non ci fu un approccio corretto alla partita.&lt;br /&gt;Pensando allora alla brutta partita del 90 e a questa il ricorso storico mi faceva pensare ad un mondiale ben giocato ma alla fine perduto.&lt;br /&gt;Se non è finita così forse è perché, sia in positivo che in negativo, i corsi e ricorsi storici nel calcio non sono una legge scientifica bensì una pura opinione ma soprattutto perché c’è qualcosa nella testa dei calciatori italiani come nel DNA dell’intera nazione che porta a dare il meglio quando si è sull’orlo del baratro. Qui sì può intervenire la filosofia. L’Italia e la sua nazionale non hanno l’horror vacui; non si fa nulla per evitare il precipizio, magari vi si precipita pure ma, come nessun altro, ci si aggrappa alla minima sporgenza , si risale e si riemerge quando ormai si era dati per morti e sepolti.&lt;br /&gt;L’Italia non è stata mai grande come nell’immediato dopoguerra, nell’orrore e nella desolazione e la nazionale italiana pure, in condizioni calcisticamente simili. Ma non basta, come scaramanticamente credono i media, che ci si appressi agli appuntamenti mondiali in situazione di scarsa credibilità. No, occorre che anche l’approccio sia sbagliato perché se no quello che è fondamentale in queste competizioni cioè partire col piede giusto è utile per tutti ma non per noi. A noi serve che la nostra squadra sia credibile e che gli avversari ci terrorizzino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-8509379723263474957?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/8509379723263474957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=8509379723263474957' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8509379723263474957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8509379723263474957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/corsi-e-ricorsi.html' title='Corsi e Ricorsi'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RngJqucthBI/AAAAAAAAACc/0c2Kj45nUvk/s72-c/buffon1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-5139010053943989214</id><published>2007-06-16T00:18:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.952+02:00</updated><title type='text'>L'interesse Nazionale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnMC2ecthAI/AAAAAAAAACU/Hi9abp09FlU/s1600-h/baggio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076404339886359554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" height="225" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnMC2ecthAI/AAAAAAAAACU/Hi9abp09FlU/s320/baggio.jpg" width="320" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di&lt;/em&gt; ANTONIO GURRADO &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se mi consentite una metafora extracalcistica (ed evidentemente svincolata dall’attualità) immaginate di essere un grande partito di opposizione in uno Stato governato da un più grande partito di maggioranza che di tanto in tanto, per beghe interne alla coalizione che lo sostiene, ha bisogno dei vostri voti su questioni fondamentali. Cosa fate? Ci sono due tipi di persone: quelli che si allineano a votare insieme al partito di maggioranza, pur con tutti i distinguo del caso, in nome del più alto e comune interesse nazionale; quelli che al contrario ritengono che l’interesse nazionale sia meglio protetto facendo cadere il governo, andando a nuove elezioni, possibilmente vincendole e dando così allo Stato un nuovo governo più stabile.Entrambe queste opzioni hanno, a mio avviso, pari dignità; ma quando si tratta dell’Italia io appoggio decisamente la seconda. Ho tragicamente dimenticato di dire che la metafora extracalcistica è finita col capoverso precedente, quindi parlando dell’Italia mi riferisco alla Nazionale allenata da Donadoni. Io ho ricordi palpitanti dell’ex giocatore: ero bambino milanista quando ci dava una mano e mezza a vincere trofei su trofei; almeno una volta al mese mi guardo con immutata commozione il suo goal al Real Madrid nel 1989; l’anno dopo avrei voluto essere con altri cinquanta milioni di persone dietro di lui a soffiare per deviare il suo rigore dalle mani protese di Goycochea, per evitare l’epopea tutta italiana delle notti tragiche – e così via, quindi tirate le debite somme. Allo stesso modo stimo l’allenatore (sebbene con la tipica riluttanza a rassegnarsi all’invecchiamento, tipica di chiunque veda un giorno sedersi in panchina colui che ai tempi d’oro sgambettava in campo), concordo che abbia ottenuto risultati sorprendenti al Livorno e penso che con l’esperienza possa diventare eccellente. Con l’esperienza, però. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi rincresce dire che a partire dal tremebondo esordio con la Croazia più di una volta Donadoni mi ha ricordato ciò che Gianni Brera disse di Valcareggi, commentando Italia-Germania 4-3 ai Mondiali del 1970: ossia che per allenare la Nazionale bisogna guidarla con mano forte e spirito indomito, non limitarsi a osservarla terrorizzati dalla panchina. La prima volta che ho visto Donadoni spaurito, circondato da fotografi a bizzeffe, con l’aria di chi voleva scusarsi a bassa voce per star iniziando a fare il mestiere che tutti gli altri Italiani (me compreso) esercitano quotidianamente in linea teorica – be’, mi è venuta in mente l’espressione di Arrigo Sacchi quindici anni prima, dopo l’insignificante pareggio d’esordio con la Norvegia. Rileggete cosa ho scritto poco fa sulla mia infanzia milanista e immaginate quanto sforzo debba essermi costato, nel tempo, iniziare a tifare contro di lui e per estensione contro la Nazionale, soprattutto negli inguardabili progressi tattici dopo i Mondiali del 1994 (l’ultimo con Donadoni in campo, peraltro). Ogni partita della Nazionale era una preghiera acciocché con un dolore improvviso cessasse lo stillicidio di continua sofferenza: ma tempo ce ne volle, poiché a illuminare la Federcalcio non bastò un pareggio con la Slovenia, né una sconfitta con la Croazia, come nemmeno era bastata la sconfitta – e chi se la dimentica? – nell’amichevole contro il Pontedera. Bisognò perdere 2-1 con la Bosnia perché Sacchi tornasse al Milan (scombiccherandolo anziché no, ma non per questo gli voglio meno bene) e la Nazionale passasse in altre, più adatte, mani. Fu il piccolo male per un gran bene. Fu la provvida sventura. Fu il secondo modo di tutelare l’interesse nazionale.Lo stesso ho pensato di Donadoni, il Signore l’abbia in gloria. Dopo i balbettii a Napoli contro la Lituania, l’allegra giostra dei calci-in-culo a Saint-Denis contro la Francia e così via, mi sono chiesto se non fosse il caso di sospendere il sostegno al (torna la metafora) governo e fare opposizione sporca per il bene dell’Italia. Il pensiero s’è fatto strada in maniera strisciante, diventando manifesto e irreprimibile a seguito del sorriso soddisfatto con cui ho salutato il goal dei volenterosi (nonché surreali) carpentieri delle Far Oer, e lasciando che una piccola parte di me accarezzasse il sogno del pareggio. Allora mi sono reso persuaso che tanto valeva uscire allo scoperto, sperare nel pareggio (o magari nella sconfitta) mercoledì in Lituania, levarsi il dente e passare a miglior vita (miglior vita calcistica, ci mancherebbe).Solo che non avevo fatto i conti con l’evenienza che mi trovavo in Inghilterra, che l’unica maniera di sapere della partita sarebbe stata aggrapparsi alla malferma trasmissione della radiocronaca via internet, ma soprattutto che la distanza muta la prospettiva e che i battiti del cuore non seguono il ritmo delle volizioni cerebrali. Perché il problema cari miei è che, dai tempi in cui ero alto quanto il mio attuale ginocchio, quando vedo la maglia azzurra con lo stemma tricolore non capisco più niente né intendo sentir ragione: infatti il mio impegno nel tutelare l’interesse nazionale è tramontato nel momento in cui ho sentito descrivere il secondo goal di Quagliarella e mi sono trovato a ballare il trenino da solo in camera, senza accorgermi di star festeggiando (è una metafora, ripeto) perché mercoledì scorso il governo aveva retto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-5139010053943989214?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/5139010053943989214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=5139010053943989214' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5139010053943989214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/5139010053943989214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/linteresse-nazionale.html' title='L&apos;interesse Nazionale'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RnMC2ecthAI/AAAAAAAAACU/Hi9abp09FlU/s72-c/baggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1089178894052925802</id><published>2007-06-12T20:35:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:14.989+02:00</updated><title type='text'>Caso Juve: Vialli (e non Deschamps) il grande sconfitto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rm7Z7uctg_I/AAAAAAAAACM/ZZZaKXdS8W8/s1600-h/ranieri_claudio1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rm7Z7uctg_I/AAAAAAAAACM/ZZZaKXdS8W8/s320/ranieri_claudio1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075233450197091314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;ENZO D'ORSI&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Valeva la pena di provocare tutto questo terremoto per passare da Deschamps a Ranieri? L'allenatore era un falso problema: lo è diventato quando il francese ha scoperto la trame ai suoi danni e da quel momento ha cominciato a lanciare messaggi. Lo scudetto subito era e resta un'utopia: averlo ammesso è costato a Deschamps gli insulti della parte più debole della critica torinese, quella già celebre per non aver capito la grandezza di Zidane e tante altre valutazioni stravaganti, figlie di un'epoca di transizione come la nostra. Ranieri, che è una persona seria ed un tecnico di valore, ha ripetuto con parole diverse le stesse opinioni di Deschamps, rifugiandosi dietro un piano quinquennale e sottolineando il valore dello stile da riconquistare, non solo delle vittorie. Insomma, la Juve non può pretendere di tornare ad essere subito la prima in assoluto: se si fosse espresso così Deschamps, da quali contumelie sarebbe stato investito?&lt;br /&gt;L'addio del capitano della Francia campione del mondo e d'Europa, l'avvento di Ranieri come conseguenza del gran rifiuto di Lippi hanno anche portato alla ribalta una verità indiscutibile: la vittima più illustre dell'ultimo mese bianconero non è Deschamps, ma Vialli. Sì, Vialli, l’uomo che sogna la panchina della Juve dal giorno in cui, dopo il trionfo europeo di Roma, ha salutato Torino. Inattivo dal 2002, dal fallimento della mission Watford (fu assunto in sceonda divisione, avrebbe dovuto condurlo in Premier league, rischiò la retrocessione prima di essere sollevato dall'incarico), Vialli vanta l’ingaggio più alto tra gli opinionisti-testimonial di Sky, più della D'Amico e degli altri in virtù dell'amicizia che lo lega a Murdoch. Un milione e 200mila euro l'anno (più di Ranieri alla Juve!) per due partecipazioni ogni 15 giorni, e solo in occasione della Champions, niente seconda voce, tutti i week end liberi. Un trattamento principesco. Ogni tanto alla solita voce amica del quotidiano prediletto (che in inverno strillò in prima pagina: "Lippi-Vialli insieme al Chelsea") ripete la stessa musica: "Tornerei in panchina solo per Juve e Chelsea". In realtà, s’era fatto proporre alla Sampdoria da qualche vecchio amico genovese. Ma la Samp ha scelto Mazzarri: meno trendy di uno che risiede a Londra, ma più concreto. E la Juve? Bocciato. Povero Vialli: aveva scomodato amici influenti, dalla famiglia Grande Stevens in giù, ma i dirigenti hanno resistito. Niente avventure, meglio Ranieri, sospinto dalla forza di una salvezza strepitosamente conquistata con il Parma. Per Vialli, la Juve resterà un sogno, visto che prima o poi Lippi sarà libero. Questa era la sua occasione. Non è stato abbastanza convincente, cinque stagioni senza panchina devono aver avuto il loro peso, così come le voci che lo circondano. Vialli si consolerà con Sky, mentre gli allenatori normali continueranno a lavorare bene anche in piazze che non siano Londra e Torino. Di Vialli, non mancherà un'altra intervista, di cui fin da ora possiamo anticipare il titolo: "Tornerei in panchina solo per Juve e Chelsea".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1089178894052925802?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1089178894052925802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1089178894052925802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1089178894052925802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1089178894052925802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/caso-juve-vialli-e-non-deschamps-il.html' title='Caso Juve: Vialli (e non Deschamps) il grande sconfitto'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rm7Z7uctg_I/AAAAAAAAACM/ZZZaKXdS8W8/s72-c/ranieri_claudio1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1198586040993642148</id><published>2007-06-09T22:43:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:15.214+02:00</updated><title type='text'>Riceviamo e pubblichiamo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmsDJectg-I/AAAAAAAAACE/V6pZbnN6S38/s1600-h/coppa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmsDJectg-I/AAAAAAAAACE/V6pZbnN6S38/s320/coppa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074152866490188770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style=""&gt;Queste colonne, è stato così fin dalla creazione de &lt;/i&gt;Il resto del Pallone&lt;i style=""&gt;, sono qui appositamente per ospitare pareri, punti di vista, giudizi, di chiunque voglia commentare il calcio a modo suo, senza bavagli o imposizioni, ma pur sempre nel rispetto della dignità umana e della presunzione di innocenza. Mai, l’ho scritto anche nell’editoriale di benvenuto, accetteremo pezzi offensivi o infamanti, mentre saremo ben felici di offrire un’informazione e un commento che di discosti dagli interessi dei grossi editori. Fatta questa dovuta e opportuna premessa, ho accolto con favore la lettera di una collega, Monica Morandi, che si è vista censurare un pezzo in cui dava la propria interpretazione della Champions League vinta dal Milan e degli elogi che ne sono seguiti, semplicemente esprimendo il proprio parere, parlando di “vittoria” tra virgolette. Un pezzo che, lascio giudicare, non mi è parso né offensivo né passibile di querela, scomodo forse, ma che senza dubbio non offende nessuno. Ecco perché mi sono offerto di ospitarlo, riportarlo tutto è stato impossibile per motivi tecnici, ma ho riassunto i passi più importanti e significativi del libero sfogo di Monica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Domenico Fabbricini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa se di piede, di braccio pieno o di mano. Con buona pace dei nostri mass media, che in stile “Tele Kabul” si sono persi le immagini che lo dimostrano (nonostante fossero state previste telecamere aggiuntive per le riprese personalizzate), il primo goal di Inzaghi nella finale di Champions League contro il Liverpool è quasi di mano e in spinta volontaria, come si è visto alla moviola della TV tedesca DSF e come mostra chiaramente il fotogramma pubblicato dal quotidiano inglese “The Sun”: il pallone rotola sull’avambraccio di Superpippo, giungendo quasi a toccarne la mano. (…)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Di diverso parere Gianni Cerqueti e Beppe Dossena in telecronaca su Rai 1. Commento al primo goal di Inzaghi: “Con un po’ di fortuna, ma la sostanza è quella che conta”. Aggiungerà più tardi Dossena che questa coppa “è un altro buon motivo per sentirsi italiano” e che “queste imprese sono riservate solo ai grandi uomini”. Eloquente, per contro, il titolo del “Sun” di giovedì: “Rapina a mano armata”. (…)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“Siamo uomini veri”, dichiara Pippo sulla Gazzetta, che gli regala un &lt;st1:metricconverter productid="9 in"&gt;9 in&lt;/st1:metricconverter&gt; pagella. Credo che un “uomo vero” sarebbe andato dall’arbitro e avrebbe ammesso l’irregolarità del goal. Al contrario, a “Mercoledì da Campioni” (Rai 1), “Pippo-manolesta” ci fa passare tutti per fessi, affermando che il pallone gli sarebbe rimbalzato sulla testa (!!!). Ancelotti sulla Gazzetta con involontaria autoironia: “Questo trionfo era nel nostro destino”; “nei suoi goal (di Inzaghi, ndr) c’è sempre qualcosa di speciale”. (…)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si sa: “ogni scarrafone è bello a mamma suia”. Ma la nostra carta stampata è a senso unico. &lt;st1:personname productid="La Gazzetta"&gt;La  Gazzetta&lt;/st1:personname&gt; dello Sport titola “E vai!!!!!!!” con 7 punti esclamativi numerati a significare le 7 coppe rossonere, dedicando 15 pagine alla finale e parlando di “Eurodelirio con Inzaghi”. (…) Candido Cannavò, in “fatemi capire” si produce in una lettera aperta al tecnico del Liverpool Rafael Benitez rivendicante il presunto “furto” del 2005: “Caro Rafa Benitez… Guardi il suo mondo capovolto” … “è il settimo trionfo del Milan e tutti ne siamo orgogliosi”… “ringrazi il cielo. Il Milan le ha regalato due anni di bella vita e adesso Ancelotti e i suoi ragazzi si riprendono tutto ciò che gli spettava”…”Il risultato di ieri sera, caro Rafa, è un atto di riparazione, anche se lei non l’ammetterà mai, perché un allenatore s’innamora della sua squadra come di una donna avvincente e, finché la passione dura, non vede altro all’orizzonte”. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“Campionissimi” è il titolo del Corriere dello Sport. L’editoriale di Alessandro Vocalelli, intitolato “Fuoriclasse della vittoria”, parla di “Milan straordinario”, il pezzo dell’inviato ad Atene Luigi Ferrajolo di “capolavoro”. Altro che mondo capovolto! &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“Gran Milan”, troneggia sulla prima pagina di Tuttosport, dove si legge: “Questo successo è un atto di giustizia”. Perlomeno, l’editoriale di Giancarlo Padovan ammette una “deviazione rapinosa e fortuita sulla punizione di Pirlo”. Un plauso a Padovan, che ha il coraggio di ribadire: “ Peccato che, come ho ripetuto (e ripeterò) all’infinito, i rossoneri alla Champions non dovessero – né potessero – essere ammessi e che, invece, vi siano approdati grazie ad una compiacente sentenza all’italiana”. E poi ci meravigliamo della nostra fama all’estero. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tuttosport va in orbita assegnando voti stratosferici ai giocatori del Milan “nell’entusiasmante cavalcata europea”: &lt;st1:metricconverter productid="10 a"&gt;10 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Kakà e Ancelotti, &lt;st1:metricconverter productid="9,5 a"&gt;9,5 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Seedorf, &lt;st1:metricconverter productid="9 a"&gt;9 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Gattuso, Maldini, Pirlo e Inzaghi. No comment. Dopo la partita, perde la bussola anche il webmaster del Sito Ufficiale del Milan, la cui “breaking news” recita: “Ad Atene i rossoneri superano il Liverpool per 2-&lt;st1:metricconverter productid="0”"&gt;0”&lt;/st1:metricconverter&gt;. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Altra perla, i voti all’arbitro Fandel da parte dei 3 maggiori quotidiani sportivi italiani. Il tedesco non ha visto (o non ha voluto vedere, data la posizione in cui si trovava) la spinta di mano-braccio di Inzaghi, falsando così il corso di una finale europea dall’enorme posta in gioco e fischiandone in anticipo il termine. Che dire di assegnargli un bel 2? Macché: è 7 all’unanimità . “Stadio” aggiunge: “Considera di spalla il tocco di Inzaghi e al Milan va bene così”. Complimenti vivissimi. (…)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nell’immediato dopopartita, mentre nelle strade e nelle piazze di Milano il popolo milanista festeggia trionfalmente la coppa lasciandosi alle spalle 20 tonnellate di rifiuti, danni all’arredo urbano per 12.000 € (fonte: “Il Giornale”) e semidistruggendo la mostra internazionale itinerante della “Cow Parade” , ecco giocatori e dirigenti rossoneri presentarsi ai mass media “tronfi e pettoruti”. Kaladze: “Siamo la squadra più forte del mondo”. Kakà: “Grande Milan”. Gattuso: “Ho sempre sentito dire, da quando gioco al calcio, che &lt;st1:personname productid="la Coppa"&gt;la Coppa&lt;/st1:personname&gt; dei Campioni, &lt;st1:personname productid="la Champions League"&gt;la Champions  League&lt;/st1:personname&gt;, è più importante e vale 3 o 4 campionati”. Berlusconi: “Abbiamo messo in atto lo slogan che io avevo forgiato per il Milan, ‘più forti dell’invidia, più forti dell’ingiustizia, più forti della sfortuna’”. Definisce il percorso del Milan “costellato di bel &lt;i&gt;giuoco&lt;/i&gt;” e i suoi uomini “padroni del campo, padroni del &lt;i&gt;giuoco&lt;/i&gt;”. Cannavò ha proprio ragione: l’amore è cieco. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Galliani confessa di essere corso negli spogliatoi al goal di Kuyt (ma a scongiurare il possibile ripetersi della beffa di Istanbul ci ha pensato Fandel, fischiando in anticipo). Ai microfoni Rai, l’amministratore delegato del Milan parla di “anno migliore di questa società e di questo tecnico”. Galliani sulle reti lombarde in relazione all’Inter: “Abbiamo fatto meglio di loro come ci capita da 5 anni; facciamo sempre meglio in Champions League. Qualche significato l’avrà questa cosa qui…” Alla domanda da studio su un’eventuale sfilata del Milan sul pullman per le vie di Milano risponde: “ Noi vinciamo spesso, non abbiamo bisogno dei bus”. Il bus con i rossoneri e la coppa, per la cronaca, percorrerà il capoluogo lombardo la sera dopo, da via Mario Pagano a Piazza del Duomo, con Ambrosini a esibire uno striscione osceno all’indirizzo degli interisti.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Monica Morandi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1198586040993642148?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1198586040993642148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1198586040993642148' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1198586040993642148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1198586040993642148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/riceviamo-e-pubblichiamo.html' title='Riceviamo e pubblichiamo'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmsDJectg-I/AAAAAAAAACE/V6pZbnN6S38/s72-c/coppa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-3562897730144101210</id><published>2007-06-09T22:03:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:15.591+02:00</updated><title type='text'>Milan vincente anche nel marketing</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rmr6vOctg9I/AAAAAAAAAB8/l5o1u8qiePQ/s1600-h/CA2RIJE1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rmr6vOctg9I/AAAAAAAAAB8/l5o1u8qiePQ/s320/CA2RIJE1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074143619425600466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; di &lt;/span&gt;DOMENICO FABBRICINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è concluso martedì 5 giugno, il &lt;b style=""&gt;Milan Workshop 2007&lt;/b&gt;, il tradizionale incontro che ogni anno la società rossonera tiene con giornalisti e sponsor per illustrare i risultati sportivi ed economici ottenuti nella stagione appena conclusa, e che ancora una volta è stato ospitato, dal 3 al 5 giugno, presso il Tanka Village di Villasimius (Ca). Appuntamento dai toni trionfalistici quello di quest’anno, con il Milan che si presenta da fresca vincitrice della Champions League (e con la coppa materialmente presente) e con la testa già alla Supercoppa Europea di fine agosto e al Mondiale del Club di fine dicembre. “Ora il nostro obiettivo primario è diventare anche campioni del mondo a livello di club - ha dichiarato in apertura di convegno &lt;b style=""&gt;Adriano Galliani&lt;/b&gt;, vicepresidente vicario e amministratore delegato A.C. Milan –. Il Milan rappresenta un brand di grande fascino internazionale, in grado di appassionare e catalizzare l’attenzione di milioni di persone dall’Europa agli Stati Uniti, dall’America Latina all’Asia. Un ringraziamento particolare va ai nostri sponsor, che in un momento così difficile come quello vissuto la scorsa estate, quando addirittura volevano mandarci in B, ci sono rimasti vicino confermando la loro partnership e inviandoci segnali di solidarietà e grande amicizia. E la loro fedeltà è stata ripagata dalla grande visibilità di cui i loro marchi, assieme al nostro, hanno goduto in tutto il mondo. Solo la finale di Champions League è stata vista in 190 Paesi, mentre nel corso di tutto l’anno abbiamo registrato un’audience televisiva complessiva di circa 9 miliardi di telespettatori. Inoltre, il 30 luglio a San Siro ci sarà “Uniti per la maglia”, un’iniziativa organizzata in collaborazione con &lt;b style=""&gt;Sky&lt;/b&gt;, &lt;b style=""&gt;adidas&lt;/b&gt; e &lt;b style=""&gt;Bwin&lt;/b&gt; che permetterà ai tifosi di far parte del prossimo &lt;i style=""&gt;leit motiv&lt;/i&gt; del Milan: a San Siro verrà scattata una fotografia sui gradini del settore arancio con calciatori e tifosi assieme (il costo del biglietto sarà simbolico e devoluto alla Fondazione Milan, ndr), l’immagine costituirà il visual della stagione 2007/08”. Numeri importanti, quindi, che sottolineano la scelta vincente di chi ha deciso di associare il proprio nome a quella del club rossonero, e che vengono rimarcati uteriormente dal direttore vendite &lt;b style=""&gt;Mauro Tavola&lt;/b&gt;: “In questa stagione abbiamo fornito ai nostri sponsor, partner e fornitori quasi 1000 ore di visibilità televisiva statica, pari ad un valore economico di circa 125 milioni di euro. Per il nuovo anno confermeremo la scelta di avere 50 sponsor, di cui 18 istituzionali e 32 fornitori ufficiali. Presto ci sarà la notifica anche del nuovo gold sponsor, il cui nome per ora è ancora segreto. Abbiamo poi già rinnovato il contratto, fino al 2010, con &lt;b style=""&gt;Tim&lt;/b&gt; e &lt;b style=""&gt;Publitalia&lt;/b&gt;. Una delle novità della stagione 2007/08 saranno i &lt;i style=""&gt;flash led sponsor&lt;/i&gt;: il logo o il pay off degli investitori saranno esposti sui tabelloni luminosi a bordo campo, per la durata di 1 secondo, più di 300 volte in ogni partita. Dai test abbiamo calcolato che questo sistema accresce la visibilità del marchio in tv del 70%”. &lt;b style=""&gt;Laura Masi&lt;/b&gt;, direttore marketing A.C. Milan, ha aggiunto: “Secondo le rilevazioni &lt;b style=""&gt;Vidierre&lt;/b&gt;, in Italia nella stagione 2006/07 abbiamo avuto una copertura televisiva di 1204 ore, con un incremento di visibilità del 20,30% rispetto al 2005/07. Nel mondo la copertura è stata di 1804 ore, +199,43% rispetto alla stagione precedente. Prospettive interessanti arrivano anche dall’indagine &lt;b style=""&gt;Krc Research&lt;/b&gt;: lo studio, commissionato da &lt;b style=""&gt;MasterCard&lt;/b&gt;, evidenzia come per i top club sia fondamentale, in termini di comunicazione, il cosiddetto &lt;i style=""&gt;fair value&lt;/i&gt;, ovvero il valore implicito della marca che beneficia direttamente delle vittorie sportive. La vittoria di Atene permetterà quindi al Milan di scalare la vetta della classifica dei &lt;b style=""&gt;World’s Top Ten Clubs&lt;/b&gt; sportivi stilata dalla rivista economica &lt;b style=""&gt;Forbes&lt;/b&gt;. Quello che ci differenzia è la volontà di stabilire un dialogo diretto con i tifosi: festeggiamo i 39 anni del magazine &lt;b style=""&gt;Forza Milan&lt;/b&gt;, &lt;b style=""&gt;Milan Channel&lt;/b&gt; conta ormai 55 mila abbonati e il sito &lt;b style=""&gt;acmilan.com&lt;/b&gt;, nato nel 1996, è ad oggi il punto di ritrovo per tutti i tifosi che vogliono inviarci le loro foto, dialogare con altri utenti, interagire col Milan e sapere tutto della loro squadra del cuore. In questi giorni, infine, partirà la nuova campagna abbonamenti dal pay off “Al settimo cielo” (in riferimento alla settiman Champions League vinta, ndr): i prezzi saranno invariati rispetto allo scorso anno e ci saranno 1000 tessere omaggio a disposizione degli Under &lt;st1:metricconverter productid="14”"&gt;14”&lt;/st1:metricconverter&gt;. Infine sono stati resi noti gli straordinari numeri del sito www.acmilan.com, che nei soli giorni del 23 e 24 maggio, in concomitanza con la finale di Atene, ha registrato rispettivamente 3.890.000 e 8.218.000 di pagine viste e 5700 nuovi iscritti, e i risultati raggiunti dall’associazione benefica &lt;b style=""&gt;Fondazione Milan&lt;/b&gt;, che dalla sua fondazione nel &lt;st1:metricconverter productid="2003 ha"&gt;2003  ha&lt;/st1:metricconverter&gt; già raccolto più di 2 milioni di euro e realizzato 36 progetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-3562897730144101210?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/3562897730144101210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=3562897730144101210' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/3562897730144101210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/3562897730144101210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/milan-vincente-anche-nel-marketing.html' title='Milan vincente anche nel marketing'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rmr6vOctg9I/AAAAAAAAAB8/l5o1u8qiePQ/s72-c/CA2RIJE1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-4723246153785803760</id><published>2007-06-02T21:09:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:15.662+02:00</updated><title type='text'>Quando la FIFA si occupa di altimetria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmG0y5iSNfI/AAAAAAAAABk/9VmREkpwLi0/s1600-h/WM_Fifa_Logo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmG0y5iSNfI/AAAAAAAAABk/9VmREkpwLi0/s320/WM_Fifa_Logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5071533441926968818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di&lt;/span&gt; FIORENZO BAINI&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tra le notizie più comiche degli ultimi tempi c’è, indubbiamente, quella che vieta di giocare in altitudine le partite di calcio. E’ chiaro, viste le minacce di ritirare dalle competizioni le&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nazionali interessate cioè Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù, che alla fine tutto si risolverà nella classica bolla di sapone. Si sono addotte motivazioni di tipo medico ma la cosa può solo far ridere pensando che la stessa FIFA non ebbe remore per i soliti, maledetti, motivi televisivi, a far disputare in condizioni allucinanti i mondiali 94. Per chi avesse la memoria corta ricordo un Olanda Marocco disputato in Florida con 47 gradi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non voglio immaginare cosa ci stia dietro, forse tutto, forse è stato solo un attacco di stupidità però, nel frattempo, io penso che sia assolutamente logico che il più debole abbia il diritto di sfruttare tutti gli escamotages leciti per provare a prevalere su chi è più forte. Il calcio, per sua natura, non poteva proliferare e creare grandi squadre se non in zone temperate; la sua culla naturale non poteva dunque che essere l’Europa e nel Sudamerica all’interno di quelle aree che godessero di un clima accettabile; nel Brasile, per esempio, non poteva certo esplodere nella capitale dell’Amazzonia ma a Rio mentre Argentina e Uruguay, dal clima simile a quello europeo, erano sicuramente avvantaggiate per farlo partire rispetto, per esempio, al clima umido subtropicale del Venezuela.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tuttavia, alla fine, il calcio è diventato fenomeno planetario anche nelle aree dove, climaticamente, le condizioni non erano ottimali ma se, a tutto ciò, aggiungiamo che esistono anche le differenze morfologiche tra le varie razze ne consegue che non potremo pretendere dai calciatori andini la fisicità degli africani o dei nordeuropei o il ritmo forsennato che possono tenere i coreani. L’unica conclusione possibile &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;è che, ad armi pari, non ci sarà mai concorrenza e allora, ripeto, occorre aiutarsi se la natura ne offre la possibilità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come certe volte si bagna il campo per mettere in difficoltà l’avversario così è successo un’infinità di volte che il fattore climatico è stato usato per portare la sorte dalla propria parte e nessuno ha avuto nulla da dire. Per fare un esempio recente: l’Italia ha disputato la partita di spareggio per andare ai mondiali &lt;st1:metricconverter productid="98 a"&gt;98 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Mosca sotto una tempesta di neve, evento tutt’altro che improbabile alla fine di ottobre. Tirando all’estremo la logica della FIFA, visto che quelle condizioni favorivano palesemente i russi quella partita o non si&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;giocava oppure, gentilmente, i nostri avversari avrebbero dovuto farci giocare a Rostov, sul mar Nero, in un clima simile a quello della Liguria.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per fare un esempio lontano raccontatomi da mio papà buonanima: l’Italia, per andare ai mondiali del 1954, dovette vedersela con l’Egitto in una partita decisiva. Ora non oso pensare che razza di nazionale fosse quella egiziana di cinquantatre anni fa ma, al posto di giocare, che so, a Palermo per essere più sicuri di vincere, li facemmo arrivare a giocare a Milano il 24 gennaio con una temperatura polare. I poveri egiziani persero cinque a uno e giocarono il secondo tempo in uno stato di progressivo assideramento, tant’è che incassarono quattro dei cinque gol. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In conclusione poi, siamo proprio certi che, vietando le partite in altitudine, non si cada dalla padella nella brace? I dirigenti calcistici spesso brillano per ignoranza perché non si può ignorare, per esempio, che se l’Ecuador volesse giocare a Guayaquil o &lt;st1:personname productid="la Colombia"&gt;la  Colombia&lt;/st1:personname&gt; a Barranquilla, a livello del mare, clima tropicale con umidità pazzesca, o il Perù a Tacna, ai bordi del deserto di Atacama o &lt;st1:personname productid="la Bolivia"&gt;la Bolivia&lt;/st1:personname&gt;, nella propria regione amazzonica, la sofferenza dei calciatori ospiti sarebbe forse superiore perché, bene o male, all’altura ci si può abituare pianificando per tempo le cose ma al clima equatoriale nel quale non è, comunque, una cosa normale correre novanta minuti prendendo a calci un pallone, l’abitudine non si farà mai.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;IN ESCLUSIVA PER "IL RESTO DEL PALLONE"&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-4723246153785803760?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/4723246153785803760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=4723246153785803760' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/4723246153785803760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/4723246153785803760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/quando-la-fifa-si-occupa-di-altimetria.html' title='Quando la FIFA si occupa di altimetria'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmG0y5iSNfI/AAAAAAAAABk/9VmREkpwLi0/s72-c/WM_Fifa_Logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-2154322812226018511</id><published>2007-06-01T23:01:00.001+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:15.774+02:00</updated><title type='text'>Lippi sostiene Telethon al timone dell’Azimut 86S</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmB8BpiSNdI/AAAAAAAAABU/Y7M4mh1CU_s/s1600-h/86S_running3LD.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmB8BpiSNdI/AAAAAAAAABU/Y7M4mh1CU_s/s320/86S_running3LD.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5071189548190545362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di&lt;/span&gt; DOMENICO FABBRICINI&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Marcello Lippi, ct della nazionale di calcio campione del mondo ai Mondiali in Germania 2006, in qualità di testimonial Telethon e viareggino d’eccezione, guiderà l’Azimut 86S che partecipa, come barca Telethon, alla quarta edizione del raid motonautico “Viareggio–MonteCarlo-Viareggio”. Realizzato dal Comitato organizzatore di “Viareggio Mare” di cui fa parte la Viareggio Porto SpA, l’evento sportivo, punta di diamante dell’intera manifestazione, prenderà il via nella mattina di sabato 2 giugno per concludersi nel primo pomeriggio di domenica 3. Il modello di imbarcazione si presenta in anteprima assoluta alla “Viareggio-MonteCarlo-Viareggio” con un nuovo layout degli interni che interessa tutte le aree abitative: dal salone alla cucina; dalle cabine degli ospiti a quella dell’armatore e dell’equipaggio. Il tutto teso a conferire ulteriore prestigio e personalità allo yacht. «La nostra azienda – spiega l’ing. Federico Martini, Amministratore Delegato di Azimut Yachts - ha deciso di sostenere Telethon contribuendo al progetto di ricerca per la cura della talassemia, condotto da Giuliana Ferrari e offrendo uno dei suoi yacht per la Viareggio Montecarlo Viareggio. Abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa e siamo orgogliosi di collaborare con la Fondazione in questo importante progetto».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-2154322812226018511?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/2154322812226018511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=2154322812226018511' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2154322812226018511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2154322812226018511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/06/lippi-sostiene-telethon-al-timone.html' title='Lippi sostiene Telethon al timone dell’Azimut 86S'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RmB8BpiSNdI/AAAAAAAAABU/Y7M4mh1CU_s/s72-c/86S_running3LD.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-2530897636533098101</id><published>2007-05-31T17:31:00.000+03:00</published><updated>2007-05-31T17:33:53.395+03:00</updated><title type='text'>Cambio al vertice, il saluto di Fabbricini</title><content type='html'>&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;DOMENICO FABBRICINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Dopo il passaggio di consegne al timone di Ilrestodelpallone.com, non potevo esimermi dall’esprimere il mio parere dalle colonne di questo sito che, ben presto, sarà molto diverso da come lo vedete. Il blog è, infatti, solo un passaggio temporaneo dove cominciare a sperimentare quello che realmente faremo tra qualche tempo. Innanzitutto ringrazio Carlo Tecce per quanto fatto finora, Il Resto del Pallone è e resta una sua creatura, io mi limiterò a perseguire quanto di buono fatto da lui e dai suoi collaboratori finora. La mia linea editoriale non sarà tanto diversa da quella di Carlo, lui mi definisce “per palati fini e rozzi”, e più o meno è così, nel senso che cercherò di accontentare un po’ tutti, come ho sempre fatto: i nostri collaboratori e la loro voglia di “graffiare”, e il pubblico di lettori, cercando, ove possibile, di non offendere la sensibilità di nessuno. La scelta e la raccolta dei contributi editoriali continuerà ad essere seguita, come finora, da Marco Giannatiempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Carlo ha parlato di inutile direzione, non è assolutamente così. Se esiste un luogo online dove poter fare vero giornalismo senza servilismi e consigli dall’alto, il merito è tutto suo; e sento già tutto il peso dell’eredità che mi ha lasciato. Fosse per me Carlo sarebbe stato un ottimo direttore anche per il nuovo corso de Il Resto del Pallone, prendo comunque atto con orgoglio della fiducia accordatami dai colleghi con la speranza di creare un buon prodotto, multimediale e interattativo, in linea con i nuovi dettami del Web 2.0. Non voglio anticipare altro per non svelare troppo prima del tempo, ma il consiglio è sempre lo stesso fin dal primo giorno in cui è nato Il Resto del Pallone: seguiteci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-2530897636533098101?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/2530897636533098101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=2530897636533098101' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2530897636533098101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/2530897636533098101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/cambio-al-vertice-il-saluto-di.html' title='Cambio al vertice, il saluto di Fabbricini'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-66414669368329455</id><published>2007-05-29T19:27:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:15.936+02:00</updated><title type='text'>La casta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxU8Vd8PKI/AAAAAAAAABE/Ag-LLYgiCaY/s1600-h/matarrese.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070020676043947170" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxU8Vd8PKI/AAAAAAAAABE/Ag-LLYgiCaY/s320/matarrese.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di MARCO GIANNATIEMPO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo spopolano e gongolano con “La casta”, un atto d’accusa ai vizi della politica. Dopo il tour tra le televisioni di mezza Italia, manco fosse un libro firmato da Bruno Vespa, il resoconto dei due giornalisti del Corriere della Sera traccia un quadro a tinte lugubri, più che fosche, della nostra classe politica. Libro recensito perfino dall’ex inquilino del Quirinale, sua maestà de La Palisse Carlo Azeglio Ciampi, che ha incanalato un dibattito molto in voga sulla crisi della politica in cui i vari D’Alema e Bertinotti s’interrogano senza trovare risposta. Per taluni i segnali per un nuovo ’92 non vanno sottovalutati. Per talatri non sembrano sussistere le condizioni per una nuova Tangentopoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Marco Liguori e Salvatore Napolitano spopolano al massimo sulle bancarelle con “Il pallone nel burrone”, un atto d’accusa ai vizi del mondo del calcio. Niente tour, tanta sostanza. Il libro dei due cronisti del Manifesto non ha scatenato gli interrogativi dei maggiorenti del pallone, né ha evocato i fantasmi di un passato da destinare all’oblio. Eppure, questo calcio è il fratello povero (o ricco?) della politica. Ne riflette i vizi, ne ricalca la storia. E la notevole inchiesta dei due giornalisti – quando il giornalismo esce dalle redazioni ed entra nella vita reale – al massimo incontra le recensioni dei poveri di spirito. E che sarà mai una plusvalenza falsa di Galliani o una fittizia vendita del marchio del Biscione (in entrambi i casi indaga la magistratura)? E che sarà mai il conflitto d’interessi delle banche e dei suoi capitalisti senza capitali (Bertinotti docet) con le romane? E che sarà mai il potere smisurato tra gli stand del calciomercato della Gea World? Già, nell’ultimo caso il colpevole non ti porta copie… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;   Quando Mario Chiesa fu arrestato a Milano, partì Mani Pulite. Quando il giornale rosa e affini pubblicarono intercettazioni telefoniche riguardanti Luciano Moggi, reo di condizionare gli arbitri (tutti assolti meno De Santis, il vertice di una cupola di vetro) mediante ammonizioni mirate – mai dimostrate da nessun colloquio telefonico, sfido chiunque a sostenere il contrario – l’inchiesta denominata Off-Side schiodò le tende dal segreto della Procura. Tangentopoli a Milano, Calciopoli a Napoli. Giornali e tv allora, giornali e tv oggi. Opinione pubblica inferocita con Craxi, opinione pubblica imbestialita con Moggi. La crisi della politica su, la crisi del calcio giù. La seconda Repubblica là, e… E qui al massimo una copia sbiadita della prima. Con le inchieste nemmeno approdate nei tribunali e gli scudetti degli onesti assegnati dai propri azionisti, la seconda Repubblica del calcio è ancora lontana. Anni luce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;   Ci spiegherà un giorno il podestà di Bari, Antonio Matarrese, con quali tecniche retoriche si possono sciorinare una serie di str***, ehm…baggianate, in una sola giornata. Perfino Berlusconi, re incontrastato della gaffe e della risata popolare, s’inchinerebbe per manifesta inferiorità. Leggiamo: «Semioli presenti le prove sul finale di campionato falsato o le sue sono stupidaggini. Quello che dice è molto grave. La prova che il torneo è stato regolare sta anche nella vittoria dell'Inter, che lava la faccia del campionato. Il prossimo sarà galattico, con tutta l'Italia che conta. Juventus, Napoli e Genoa tornano finalmente in A». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Interroghiamo l’esperto di ermeneutica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; Le prove del finale di campionato falsato le deve presentare Semioli tanto quanto i media, i magistrati e chiunque parla a sproposito di Calciopoli deve fornirle a sostegno delle loro tesi. Dal momento che i processi, almeno in punta di diritto, non si celebrano nelle stanze dei quotidiani, la presunzione d’innocenza vale per tutti. E poi, mi passino l’azzardo, solo un menomato mentale scommetterebbe un centesimo sulla regolarità di certe partite.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; Matarrese, lui sì, ce le ha le prove. La prova che il campionato è stato regolare, infatti, sta nella vittoria dell’Inter, sostiene il Nostro. L’avesse vinto la Roma o il Milan? È sufficiente la percezione edulcorata di Moratti e delle sue magagne nei bilanci (ripeto: parola della procura di Milano) per stabilire che il campionato è regolare se e solo se lo vince l’Inter?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; L’anno prossimo tutta l’Italia che conta in A. Ha già visionato le cassette dell’ultima giornata dell’attuale Serie B? Con ben due settimane d’anticipo? Previdente… Eppure gli consiglino di urlare a bassa voce. L’Italia che non conta, per usare il suo linguaggio, potrebbe rivoltarsi nella tomba. La tomba che il Nostro, in ossequio alla retorica delle grandi piazze in Serie A in barba alla meritocrazia, gli ha scavato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scrivi a: ilrestodelpallone@gmail.com&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-66414669368329455?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/66414669368329455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=66414669368329455' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/66414669368329455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/66414669368329455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/la-casta.html' title='La casta'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxU8Vd8PKI/AAAAAAAAABE/Ag-LLYgiCaY/s72-c/matarrese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1225889226579405352</id><published>2007-05-29T19:11:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.065+02:00</updated><title type='text'>Cambio di direttore: il saluto di Carlo Tecce</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxRVld8PJI/AAAAAAAAAA8/tj2kp05Del4/s1600-h/baggio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070016711789132946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 195px" height="210" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxRVld8PJI/AAAAAAAAAA8/tj2kp05Del4/s320/baggio.jpg" width="290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il direttore è come il pesce: dura poco in frigo, pardon in redazione, puzza e si getta in un paio di anni. Allora, spaventato, mi son chiesto: che diavolo di pesce sono? Ho preteso lumi alla rivista «pesca a mano», ma – imbarazzati – mi hanno rimandato all’insediamento del prossimo direttore. Il prossimo, qui sulle colonne (in fase di costruzione) de Il Resto del Pallone, sarà l’amico Domenico Fabbricini. Dovendo catalogare, direi che il Fabbro fa parte del pesce buono, quello per i palati fini e quello per i rozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia (inutile) direzione è durata un anno. Anzi, cassando la parentesi della chiusura, possiamo prolungare a tre anni (fondazione compresa).&lt;br /&gt;Ho sognato il nome Resto del Pallone una notte insonne: già, perché i migliori sogni si fanno da svegli. Il pallone era a pezzi, il pallone è a pezzi. Il giornalismo era a pezzi, il giornalismo è a pezzi. Insomma: non è cambiato un tubo, ma ci siamo divertiti e abbiamo scritto tanto, tantissimo, più di mille articoli negli ultimi dodici mesi. Abbiamo svelato retroscena, abbiamo ospitato storie (Ticli, la plusvalenza interista dimenticata) e piccole esclusive. Abbiamo fatto qualcosa, potevamo fare di più. A Fabbricini e agli altri, soprattutto a Marco Giannatiempo, spetta la missione di colmare i vuoti della mia direzione. In dote, oltre agli affezionati lettori, abbiamo un seguito di grandi firme, un progetto e tanto inchiostro (ancora tanto, amici) nelle penne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La linea sarà dettata da Domenico Fabbricini, dal prossimo numero e sino alla nuova edizione grafica, la responsabilità etica e penale saranno i suoi dolci tormenti. Piano, piano: non c’è da festeggiare. Perché continuerò, con diversa cadenza e diversa forma, a rompervi le palle. Con l’obiettivo di romperle ai potenti. A quelli che, con ostinata indifferenza, le palle ce l’hanno davvero rotte. Con affetto e una mezza lacrima,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Carlo Tecce&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1225889226579405352?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1225889226579405352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1225889226579405352' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1225889226579405352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1225889226579405352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/cambio-di-direttore-il-saluto-di-carlo.html' title='Cambio di direttore: il saluto di Carlo Tecce'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlxRVld8PJI/AAAAAAAAAA8/tj2kp05Del4/s72-c/baggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-7106805859107002960</id><published>2007-05-28T20:32:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.215+02:00</updated><title type='text'>Evviva: è finita!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsSt1d8PII/AAAAAAAAAA0/dfGqRUpYhHA/s1600-h/mancini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069666384191700098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsSt1d8PII/AAAAAAAAAA0/dfGqRUpYhHA/s320/mancini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di &lt;strong&gt;CARLO TECCE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una coppa a testa. L’Inter ha festeggiato dodici mesi di scudetti, la Roma una settimana di coppa Italia, il Milan un giorno di coppa Campioni. L’intensità può rinforzare la brevità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi ha ancora la bocca asciutta, poverino, può stappare bottiglie fumanti per bagnare e spedire al macero il campionato più brutto e finto che la storia della bruttezza e della finzione abbia mai eiaculato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La penna non si eccita. Che palle, ripetere le consuete castronerie. E’ fine anno, fine campionato, fine ultimo dei buoni propositi. La scorsa estate, bruciata dal Mondiale e da Calciopoli, le categorie calcistiche (giornalisti, dirigenti, istituzioni) avevano promesso una rivoluzione: qualcuno ha contato vinti e vincitori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I GIORNALISTI&lt;/strong&gt; sono (siamo) una battaglia persa. Non c’è molto da filosofeggiare: mancano le palle. Roberto Mancini è più simpatico di Josè Mourinho per due motivi: allena in Italia e non dice quel che pensa (se pensasse), a differenza del collega portoghese.&lt;br /&gt;Fabio Capello era un mostro di perfezione, quando era in Italia. Fabio Capello è un mostricino d’imperfezione, quando in Spagna andava maluccio. Fabio Capello è un virtuoso della perfezione, quando in Spagna va bene e sta per tornarsene in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I DIRIGENTI&lt;/strong&gt; sono le mense di chi sopravvive con le briciole del potere (i giornalisti). Viviamo in attesa del giorno della domanda: quando un cronista, di Sky soprattutto, abbia il coraggio di fare una domanda, quelle col punto interrogativo, ad Adriano Galliano oppure a Massimo Moratti.&lt;br /&gt;Lega e Federazione, in compenso, hanno trovato un punto di equilibrio: spartizione di uomini di potere, ricatti continui e polemiche rinfocolate ad arte per paventare la solita e sempre rimandata rivoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE SOCIETA’ E I CALCIATORI&lt;/strong&gt; si sono macchiati della retrocessione del Chievo. Non c’è da piangere per la dipartita dalla A della squadra di Campedelli, un vassallo del vecchio regime. Anche se la boiata della favola – maledizione - è il comodo palliativo alla retorica dei giornalisti alla Cannavò. Felicitazioni per la ribellione di Mario Sconcerti: istruttiva la pratica della rivendicazione postuma. Da settimane, invero, il campionato di coda s’era trasformato in una marchetta italiana (Roma-Torino?). Ma l’illecito sportivo appartiene alla Juventus, quasi per diritto divino.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;UN ABBRACCIO&lt;/strong&gt; a Massimo Moratti: il Resto del Pallone gli consiglia una lunga e rilassante vacanza in Polinesia, oppure nel Nirvana. Il prossimo anno sarà terribile. E le sue «uscite ineleganti» saranno uscite di un’eleganza che non c’è più. Caro MM, Moggi non c’è, la verginità sarà consumata, Ibra può avere le amicizie che vuole, la Juve sarà di ritorno. La simpatia (leggasi pena) ormai è andata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-7106805859107002960?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/7106805859107002960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=7106805859107002960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7106805859107002960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7106805859107002960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/evviva-finita.html' title='Evviva: è finita!'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsSt1d8PII/AAAAAAAAAA0/dfGqRUpYhHA/s72-c/mancini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-8111738135037179913</id><published>2007-05-28T20:27:00.001+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.326+02:00</updated><title type='text'>Un anno di (brutto) calcio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsR_Vd8PHI/AAAAAAAAAAs/IPjDKHUjD-Q/s1600-h/olimpico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069665585327783026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsR_Vd8PHI/AAAAAAAAAAs/IPjDKHUjD-Q/s320/olimpico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di &lt;strong&gt;ANTONIO GURRADO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;1. La sorpresa Poche chiacchiere, l’impresa di quest’anno l’ha fatta la Reggina. Partire con 15 punti di penalizzazione avrebbe steso un bue, e peggio ancora segnare tre goal alla prima partita e perderla. La bravura (conclamata) di Mazzarri è stata di essere riuscito a tenere saldo un gruppo che, per quanto privo di primi violini, ha dato risultati insperati non solo in termini di punti ma anche come efficienza: con 52 reti segnate, la Reggina ha avuto il secondo miglior attacco delle squadre finite fuori dal giro europeo, ossia dall’ottavo posto in giù. La salvezza, benché attesa fino all’ultima giornata e benché forse irraggiungibile senza lo sconto di pena (4 punti in più), è stato il premio meritatissimo per una squadra che avrebbe potuto ambire ben altri traguardi; fermo restando che forse, senza la zavorra iniziale, non avrebbe saputo trovare le energie per eccellere. Sempre restando nel campo delle escluse dall’Europa, meglio della Reggina ha fatto solo l’attacco dell’Atalanta, che è anche riuscita a rispolverare Vieri. Una funzionale organizzazione di gioco, qualche bella soddisfazione (il 2-0 sul Milan, il 2-1 sulla Roma, tanto per dire) e un ottavo posto conclusivo niente male per una squadra appena tornata in A. In generale, va notato che tutte le tre neopromosse si sono salvate, più o meno scricchiolando, il che rende l’idea dell’alto livello della Serie B dello scorso anno, e fa ben sperare per quello, ancora più alto, che si annusa per la A dell’anno prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La conferma 97 punti, miglior attacco, distanza siderale dalla seconda e diciassette vittorie una dietro l’altra: solo l’Inter poteva vincere il campionato. In più, ha dimostrato di saper vincere non solo le partite che avrebbe dovuto pareggiare (andata e ritorno con la Fiorentina, tanto per dire), ma anche quelle che era quasi riuscita a perdere (la Supercoppa con la Roma, se ve la ricordate ancora). In più, ha in Ibrahimovic un investimento sicuro per il futuro (se resta dov’è). In più, finalmente Mancini l’ha fatta giocare con formazione e tattiche coerenti, e sugli schermi di San Siro è andato in onda addirittura il ritorno del terzino sinistro. Di meno, invece, l’eccessivo rilassamento nella seconda parte della stagione e il sospetto che senza il terremoto estivo sarebbe arrivata ancora una volta terza - ma c’è tutto l’anno prossimo per dimostrare il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La domanda Il Catania s’è salvato e il Chievo è stato retrocesso; il punto sottratto al Siena per inadempienze finanziarie alla fine non s’è rivelato decisivo, salvandoci forse da un’estate di polemiche che, personalmente, mi sento di rinfocolare così: e se dopo la brutta faccenda al Catania, oltre alla squalifica del campo, fosse stato tolto qualche punticino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La delusione Il Milan, senza se e senza ma. Sia chiaro che mi sto limitando a considerare il campionato, e che nella circostanza al Milan non è riuscito di fare quello che gli era sempre riuscito benissimo (distanziare l’Inter di una decina di punti in un paio di mesi) e di cui Galliani si era detto tanto sicuro quanto lo ero io, rimettendoci peraltro una birra con un amico interista. Ha sbagliato tutta la campagna acquisti estiva ed è dovuto correre ai ripari in gennaio. Ha perso tutti e due i derby, come non avveniva da 25 anni. È stato sconfitto dalla Roma, dal Palermo e dall’Atalanta (Udinese e Reggina oggettivamente non contano): una tragedia. Soprattutto, penalizzazione nonostante, è stato un grave errore focalizzare l’attenzione sul quarto posto come obiettivo massimo: una squadra del genere deve pensare a vincere comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La follia Se l’Ascoli è stato retrocesso con una notevole dose di inevitabilità, di sfortuna e soprattutto facendo vedere cose gradevoli (Pagliuca, Eleftheropoulos, Soncin, Bjelanovic, Paolucci), almeno è riuscito a non arrivare ultimo, scavalcando in extremis il Messina che riesce nel record di venire retrocesso in serie B per due stagioni di fila. Temendo che essere richiamati all’improvviso in prima divisione e presentarsi con una squadra inadeguata non fosse sufficientemente temerario, quelli che a Tutto il Calcio Minuto per Minuto vengono chiamati i peloritani hanno provveduto a mettersi in balia dei voleri (isterici) della tifoseria, finendo per richiamare Giordano che era stato cacciato con ignominia poco prima, esonerandolo di nuovo, e facendo nelle ultime 27 giornate meno punti di quanti ne avessero fatti nelle prime 11. Alla stessa maniera, lascia perplessi il costume di richiamare l’allenatore esonerato, messo in voga dal Cagliari e dal Torino, come ad ammettere che se i presidenti (e i tifosi) avessero avuto più pazienza le squadre avrebbero concluso con meno fiatone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il goleador Questo campionato a 20 squadre non mi piace per niente e continuo ad aspettare che si torni a 16; ma, come previde qualche anno fa il sommo Adalberto Bortolotti, la (metaforica) apertura della frontiera bassa e il conseguente inabissamento del livello medio se non altro portano con sé una maggior facilità di realizzazione per gli attaccanti – non a caso, nell’ipertrofica serie A degli anni ’50, gli attaccanti erano bulimici, si pensi a Nordhal. Quest’anno abbiamo riscoperto Totti, che s’è infilato il pollice in bocca per 26 volte, indorandosi la scarpa e riscattando un Mondiale vinto senza brillare come ci sarebbe piaciuto (per non dire che evidentemente la sua scelta di rinunziare alla nazionale è giustificata dai dati di fatto, e per non dire inoltre che è prolifico non solo sul campo, visto che se continua a questo ritmo lui e sua moglie invertiranno da soli il calo demografico). Però è bello vedere che dietro di lui la classifica marcatori vede un ritorno di attaccanti abituati al fango e alle sterpaglie (Lucarelli, 20 goal; Riganò, 19 goal; Amoruso e Spinesi 17, Rocchi 16), nonché una coppia meravigliosamente viola, Toni e Mutu, che con 16 reti ciascuno ha segnato più della metà di tutti i goal della scintillante Fiorentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. L’anno prossimo Indubbiamente è ancora presto per fare i maghi, ma è prevedibile che l’Inter voglia tentare una volta per tutte di vincere la Champions e magari riaprire, come nei favolosi anni ’60, un ciclo europeo di trionfi milanesi. Questo potrebbe lasciare maggior spazio in Italia: non alla Juventus, che sembra ancora in stato confusionale e farebbe bene a guardarsi sempre le spalle, e forse nemmeno al Milan, che ha bisogno di un po’ di puntelli nonostante che di notte balli sempre elegantemente; ma alla Roma e (giusto dietro) alla Fiorentina, che hanno fatto vedere il miglior calcio dell’anno, che hanno due allenatori fenomenali che iniziano a mantenere tutto ciò che promettevano e che hanno bisogno soltanto di riserve più solide per diventare grandi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;IN ESCLUSIVA PER "IL RESTO DEL PALLONE"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-8111738135037179913?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/8111738135037179913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=8111738135037179913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8111738135037179913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8111738135037179913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/un-anno-di-brutto-calcio.html' title='Un anno di (brutto) calcio'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlsR_Vd8PHI/AAAAAAAAAAs/IPjDKHUjD-Q/s72-c/olimpico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1401783596404830250</id><published>2007-05-27T00:29:00.003+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.446+02:00</updated><title type='text'>Quando c'erano i brutti anatroccoli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rlim5Fd8PGI/AAAAAAAAAAk/D1oGzZlF3TI/s1600-h/chimenti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068984880256007266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rlim5Fd8PGI/AAAAAAAAAAk/D1oGzZlF3TI/s320/chimenti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;strong&gt;FIORENZO BAINI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provate a parlare con una mamma americana agnostica in fatto di sport con un figlio normodotato e miracolosamente non obeso; domandatele che attività fisica si auguri per il figlio e vi risponderà il “soccer” perché lo possono giocare ragazzi normali, non necessariamente bestioni da football americano o giraffoni da basket . E’ sempre stato così ma oggi le cose sembrano cambiare perché, grazie alla rivoluzione vitaminica e proteica degli anni settanta/ottanta, ormai i calciatori sono diventati tutti piuttosto enormi ma, ciò che è inquietante, sono diventati pure potenziali modelli e così l’aspetto estetico, nel senso lato, prevarica sempre più sull’aspetto tecnico creando un grottesco razzismo all’interno del sport meno biologicamente razzista che ci sia. E’ avvenuta infatti la rivoluzione copernicana: dal pallone siamo passati al viso di Beckam&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;al centro dell’universo che, per giusto contrappasso dantesco, finirà la carriera a due passi da Hollywood. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;La diffidenza verso i belli del passato è diventata diffidenza verso chi è brutto oppure non è fisicamente enorme. Da Fulvio Bernardini che pronosticava una carriera senza gloria al giovane Lippi, che era comunque bravo, perché bello siamo passati a fior di allenatori che premettono, alla descrizione del nuovo acquisto, il suo essere “fisicamente fortissimo” .Se poi, per caso, si trova ad avere anche un viso piacevole, è predestinato a diventare comunque una star e finire nel giro di Lele Mora. Viceversa domandiamoci: non è che la faccia da pugile abbia pregiudicato la carriera di un degnissimo calciatore come Loria? Oppure: tra Tardelli e Vieira il fanatico del “fisicamente fortissimo” chi sceglierebbe? E prenderebbe in considerazione &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;Altobelli, il miglior centravanti italiano degli ultimi trent’anni più di Rossi, Vieri e Toni, ma dalle inconcepibili&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;misure di m 1,81 e miseri &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:metricconverter productid="64 chilogrammi"&gt;64 chilogrammi&lt;/st1:metricconverter&gt;?&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Diciamo perciò che chi è normale e/o bruttarello è costretto ad essere un fenomeno o a diventare una sorta di leader carismatico della squadra: sono i casi di Ronaldinho e Gattuso.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Purtroppo però in questo caso si rischiano di chiudere le porte a chi è bravo ma non necessariamente fenomenale o insostituibile e si crea una deprimente uniformità somatica nelle squadre italiane ma anche degli altri paesi.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Consiglio a questo proposito un semplice esperimento: si confrontino le raccolte Panini degli anni Ottanta con quelle degli ultimi anni e vedrete nelle prime una collezione di tipi &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;irripetibili con facce realmente umane, vere.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Prendiamo il Napoli 80/81; nella faccia terragna di Bruscolotti si vedono gli antenati pastori o contadini, si sente il sapore della terra e del duro lavoro e si capisce pure che difensore arcigno, difficilmente superabile sia stato, pari se non meglio dei difensori attuali. Nella stessa squadra come non provare simpatia per Fiore, il portiere di riserva, con la sua aria e il suo fisico da camionista dotato di&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;baffoni?&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Infatti &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;i calciatori &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;nello show business hanno perso la libertà di trattare liberamente anche la loro faccia perché, avendo deciso gli stilisti&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;l’androginia e la potenziale ambiguità dei maschi, sono scomparsi i baffi e le barbe quasi del tutto. Dalle foto degli almanacchi attuali sembra che siano passati dal visagista mentre nella citata raccolta 80/81 vediamo barbe rasate, barbe mal fatte, barbe tout court, baffi pazzeschi alla Fiore, baffetti alla Zorro come Pancheri, clamorosi manubri super labiali in Gattelli sopra facce che possono appartenere a ognuno di noi, facce che&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;ognuno di noi almeno illudevano di poter essere lì, sul prato e non solo sugli spalti.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Giunti quasi alla fine dell’album troveremo l’apoteosi del calcio “democratico”: la faccia da Bar Sport meridionale di Vito Chimenti, punta scandalosamente bassa, m 1,70, pienotto, con pancetta incipiente che sembrava passare sotto le gambe dei difensori, che provava a saltarli facendo il “sombrero” di tacco.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Vito Chimenti la faccia dell’uomo comune in serie A, la faccia di tutti noi che su un campo non vedremo più.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;IN ESCLUSIVA PER "IL RESTO DEL PALLONE" &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1401783596404830250?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1401783596404830250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1401783596404830250' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1401783596404830250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1401783596404830250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/quando-cerano-i-brutti-anatroccoli.html' title='Quando c&apos;erano i brutti anatroccoli'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/Rlim5Fd8PGI/AAAAAAAAAAk/D1oGzZlF3TI/s72-c/chimenti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1762901028790461837</id><published>2007-05-25T19:20:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.602+02:00</updated><title type='text'>Lo scudetto dove lo metto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlcNc1d8PFI/AAAAAAAAAAc/Ao3wSsbRjYg/s1600-h/coppa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlcNc1d8PFI/AAAAAAAAAAc/Ao3wSsbRjYg/s320/coppa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068534694668942418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ANTONIO GURRADO&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;[&lt;i style=""&gt;Sono passate più di trentasei ore ma Gurrado è ancora irreperibile; fonti attendibili lo danno impegnato a correre esultante per il centro di Oxford, vestito soltanto di un vecchio polsino rossonero. In sua sostituzione, pubblichiamo l’intervento di un ragionevole ed equilibrato corsivista nerazzurro che ha preso temporaneamente &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;possesso della sua tastiera.&lt;/i&gt;]&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;Il Milan ha dimostrato ancora una volta i propri limiti concedendo al Liverpool di segnare a un minuto dalla fine; e solo l’arbitro Herbert Fandel, il De Santis tedesco, ha consentito di camuffarli troncando anticipatamente i minuti di recupero dopo una pronta telefonata congiunta di Leonardo Meani, Tiziano Crudeli e Bobo Maroni, abilmente celati in una cabina telefonica di Platìa Mounastiraki, nel pittoresco quartiere della Plaka. Se avesse fischiato venti secondi dopo, il Liverpool avrebbe avuto tutto il tempo di segnare due o tre volte inframezzando ogni goal con reiterati giri di campo, coreografici balletti e fuochi d’artificio, privando il Milan di una vittoria in fin dei conti immeritata e stabilendo una volta per tutte qual è la squadra più forte del mondo, cioè l’Inter.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;È evidente che &lt;st1:personname productid="la Champions League"&gt;&lt;st1:personname productid="la Champions"&gt;la Champions&lt;/st1:personname&gt; League&lt;/st1:personname&gt; è una competizione minore. Per vincerla al Milan è bastato superare il Bayern Monaco, il Manchester United e il Liverpool, mentre l’Inter ha dominato la serie A surclassando negli scontri diretti il Palermo, contenendo la grintosa risalita dell’Empoli e mettendo il sigillo definitivo sul campo del Siena. Per non dire quant’è difficile confermarsi: il Milan non arrivava in finale di Champions League da un’eternità, due anni, e non la vinceva da due eternità, ovvero quattro anni. Al contrario, l’Inter domenica prossima festeggerà il suo secondo scudetto consecutivo, aggiungendo trionfo a trionfo quando ancora sono negli occhi di tutti le spettacolari immagini del momento decisivo dello scorso anno: la riunione fra Guido Rossi, già membro del consiglio d’amministrazione dell’Inter, e Guido Rossi, al contempo ex e futuro presidente di Telecom (azionista dell’Inter e sponsor del campionato), per ottenere il via libera all’assegnazione dello scudetto da parte di Guido Rossi, commissario straordinario della Federcalcio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;Inoltre sono stato molto infastidito dalla vergognosa scena dei giocatori del Milan che, disposti su due file, sbeffeggiavano il Liverpool applaudendo &lt;i style=""&gt;coram populo&lt;/i&gt; gli avversari sconfitti; che significativa distanza con la corsa irrefrenabile di Julio Cruz e compagni a Valencia per complimentarsi con i vincitori, stringere loro la mano e porgere l’altra guancia! La classe, la sportività, l’eleganza non sono cose che si imparano in una notte: così alla demagogia sfrontata di Berlusconi, il quale ha parlato di “grande successo per Milano” e ha concluso addirittura con un “viva il Milan e viva l’Inter”, noi rispondiamo con l’aristocratico gesto dell’ombrello mediante il quale durante il derby Massimo Moratti ha salutato il ritorno in Italia di Ronaldo, uno dei più grandi campioni della storia, al quale l’Inter deve gli scudetti del 1998 e del 2002, che le verranno assegnati quest’esate per soprammercato. E gli allenatori, poi: come si fa a dire che Carlo Ancelotti, con due Champions League e uno scudetto (peraltro nemmeno consegnato a tavolino), abbia vinto più di Roberto Mancini il quale nel suo palmarès può vantare &lt;st1:personname productid="la Coppa Italia"&gt;&lt;st1:personname productid="la Coppa"&gt;la Coppa&lt;/st1:personname&gt; Italia&lt;/st1:personname&gt;, e &lt;st1:personname productid="la Coppa Italia"&gt;&lt;st1:personname productid="la Coppa"&gt;la Coppa&lt;/st1:personname&gt;  Italia&lt;/st1:personname&gt;, e &lt;st1:personname productid="la Coppa Italia"&gt;&lt;st1:personname productid="la Coppa"&gt;la Coppa&lt;/st1:personname&gt; Italia&lt;/st1:personname&gt;, eccetera?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;Sarò facile profeta dicendo che poco resterà nell’immaginario collettivo dei due goal irregolari di Inzaghi (il primo segnato abbrancando il pallone con due mani, ficcandoselo sotto l’ascella e correndo nella porta del Liverpool dopo aver infilato un dito nel naso del portiere; il secondo in evidente posizione di fuorigioco, poiché al momento del passaggio di Kakà le immagini inequivocabili di Inter Channel mostrano Inzaghi che sta scavalcando la pista di atletica per precipitarsi in curva urlando “&lt;i style=""&gt;Parakalò, parakalò&lt;/i&gt;”), a differenza dei quattro goal con cui, due all’andata e due al ritorno, l’Inter ha dominato &lt;st1:personname productid="la Roma"&gt;la Roma&lt;/st1:personname&gt; nella finale di Coppa Italia, non riuscendo a vincerla soltanto per il disonesto maneggio di far iniziare la partita dell’Olimpico alle 17 senza dirlo all’Inter che s’è doverosamente presentata in campo, come da accordi pregressi, alle 21. Ma &lt;st1:personname productid="la Roma"&gt;la Roma&lt;/st1:personname&gt; ha ben poco da vantarsi, poiché nel decisivo scontro in campionato l’Inter ha regolata perdendo 1-3, che è la metà esatta di 2-6; e in generale concedendo all’unica squadra che ha ardito contenderci la vittoria in campionato di segnare solamente 13 goal in cinque partite.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;Una curiosa e fortunata coincidenza vuole che il computer sul quale sto scrivendo, per via di una perversa correzione automatica, sostituisca ogni volta al nome di Inzaghi il termine &lt;i style=""&gt;indaghi&lt;/i&gt;: si tratta di una prefigurazione e di una profezia di quello che avverrà quest’estate, quando un pool investigativo composto da Elio Corno, Evaristo Beccalossi ed Enrico Bertolino, capitanato da Francesco Saverio Borrelli e dal Cardinal Martini, renderà pubbliche delle foto di Carlo Ancelotti che si accende di nascosto una MS pur avendo fatto voto di smettere di fumare in caso di vittoria sul Liverpool: il che porterà alla revoca della vittoria del Milan in Champions, all’obbligo di giocare tutte le partite casalinghe della prossima stagione sul campo di Novosibirsk e utilizzando una palla medica, al ritiro della laurea conseguita dal figlio di Galliani e alla sostituzione del termine “Silvio Berlusconi” col termine “Alfonso Pecoraro Scanio” in tutti gli atti della scorsa legislatura; all’estradizione di Ronaldo e all’ergastolo per Carlo Pellegatti; nonché, con prevedibile effetto domino, alla fucilazione di Alessandro Del Piero e alla cottura del suo uccellino, alla retrocessione in serie inferiore di Roma, Lazio, Fiorentina, Chelsea, Manchester United, Bayern Monaco, Sporting Lisbona, Ajax, Real Madrid, Barcellona e Sassari Torres; alla conseguente assegnazione all’Inter di tutte le edizioni finora disputate di Champions League, Coppa Uefa, Intertoto, Torneo Anglo-Italiano, Coppa Carnevale, Memorial “Adolf Hitler”, Sei Nazioni, America’s Cup, Tour de France, Ordine della Giarrettiera, Premio Nobel per &lt;st1:personname productid="la Matematica"&gt;la  Matematica&lt;/st1:personname&gt; (appositamente istituito) nonché di svariate puntate, mai trasmesse, de &lt;st1:personname productid="La Prova"&gt;La Prova&lt;/st1:personname&gt; del Cuoco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;Insomma il Milan avrà pur vinto questa settima Champions League, la quinta con Paolo Maldini e fregnacce varie, ma ci sono tutte le premesse perché l’anno prossimo al Trofeo Tim sia tutta un’altra storia; a meno che non lo vinca di nuovo &lt;st1:personname productid="la Juventus."&gt;la Juventus.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la Juventus."&gt;* scrittore.&lt;/st1:personname&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la Juventus."&gt;&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1762901028790461837?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1762901028790461837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1762901028790461837' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1762901028790461837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1762901028790461837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/lo-scudetto-dove-lo-metto.html' title='Lo scudetto dove lo metto'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlcNc1d8PFI/AAAAAAAAAAc/Ao3wSsbRjYg/s72-c/coppa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-7117814621371231375</id><published>2007-05-24T00:10:00.000+03:00</published><updated>2008-12-09T07:55:16.776+02:00</updated><title type='text'>Milan uguale Europa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlXI91d8PEI/AAAAAAAAAAU/8-IKiwKbejY/s1600-h/coppa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlXI91d8PEI/AAAAAAAAAAU/8-IKiwKbejY/s320/coppa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068177920325598274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;strong&gt;VANNI ZAGNOLI&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Bello così, l’ho sognata così. Sì, il Milan non aveva meritato nel primo tempo, quel gol, eppure è arrivato. Per una volta può vincere senza meritare. Due anni fa aveva meritato molto di più, aveva dato spettacolo, a parte quegli 8 minuti. Con l’Olimpique Marsiglia e con l’Ajax non era stato brillante ma neppure inferiore. Va benissimo così, il Milan si è travestito da vecchia Juve italiana, ha vinto senza brillare. Settima fra Coppa dei Campioni e Champions League. Meno due dal Real Madrid, entro il 2010 potrebbe arrivare l’aggancio. Adesso viene il bello perché dalla Champions League discende tutto e di tutto. Ad agosto la Supercoppa Europea, da favorito contro il Siviglia che ha vinto solo ai rigori, a fine anno l’Intercontinentale che ora è un campionato del mondo per club.&lt;br /&gt;Adesso possono arrivare altri campioni, adesso potrà giocare in Champions anche Ronaldo. Ha deciso Inzaghi con un gol dei suoi. Quel braccio non mi convince, è raccolto, è vicino al corpo però non sarebbe stato uno scandalo annullarlo. A parti rovesciate, se fosse stato convalidato un gol del genere al Liverpool, tantopiù decisivo, penso che sarei stato male per ore. Il merito però è della battuta di Pirlo. Pirlo, sì, troppo spesso ce lo dimentichiamo. Qualità e quantità.&lt;br /&gt;Sono contento per Dida, che ha fatto tanti errori ma compiuto due parate importanti nel secondo tempo. Braida ha sottolineato che Buffon è il portiere più bravo del mondo, dopo stasera potrebbe lasciarlo alla Juve o all’Inter.&lt;br /&gt;La bestia nera è scornata. Il Liverpool avrebbe meritato almeno i tempi supplementari, vale anche per quando vinse all’Olimpico con la Roma, 24 anni fa. Vale per tutte le volte che in Europa ha superato le italiane, per tutte le volte che le inglesi hanno battuto i nostri.&lt;br /&gt;Otto finali e cinque successi in vent’anni. Il Milan di Berlusconi è la squadra più importante al mondo dall’89 a oggi. Più del Real Madrid. Più di tutte. Un anno fa l’Italia mondiale, adesso il Milan. Inzaghi, Nesta, Gattuso e Pirlo sono fra i giocatori più vincenti al mondo: due Champions League e un Mondiale. Inzaghi: doppietta in finale, 42 gol nella coppa più importante. Lui c’è, ancora protagonista a 34 anni. La Juve ha avuto la colpa di farlo andare via troppo presto, a 28. Lacrime di gioia.&lt;br /&gt;zagnoliv@libero.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-7117814621371231375?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/7117814621371231375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=7117814621371231375' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7117814621371231375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7117814621371231375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/milan-uguale-europa.html' title='Milan uguale Europa'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iQGz2MCTK7Y/RlXI91d8PEI/AAAAAAAAAAU/8-IKiwKbejY/s72-c/coppa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-7775805538138700696</id><published>2007-05-23T15:28:00.000+03:00</published><updated>2007-05-23T17:06:21.086+03:00</updated><title type='text'>Il gioco dell'otto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di &lt;strong&gt;ANTONIO GURRADO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo otto anni e al primo goal di Gullit andò via la luce. O meglio, la luce scelse di andare via un attimo prima che ci fosse il goal, fulminandoci sull’immagine di lui che, avanzato sornione verso il centro dell’area, muoveva senza sforzo apparente la gamba destra per accompagnare la palla nella porta sguarnita dello Steaua; lasciandoci incerti se il goal fosse veramente diventato un goal (ma certo che era un goal, la porta era vuota, la palla andava dritta dentro) e al contempo certissimi che con un colpettino, piano piano, a porta vuota, aveva cambiato l’inerzia della partita, del Milan, della mia esistenza e della storia tutta. (Barcellona, 24 maggio 1989: Milan 4 – Steaua Bucarest 0)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo nove anni e il Benfica fu un pensiero che mi assalì d’improvviso, nel tardo pomeriggio, tornando a casa dal catechismo. Il tempo di citofonare era stato lo spartiacque fra la giornata comune (la scuola, il pranzo, la chiesa) e la giornata particolare, unica, cioè la finale; e, al contempo, il nanosecondo in attesa che mi venisse aperto il portone già mi aveva fatto capire che la finale non era unica perché era una replica dell’anno prima, e non era una replica perché ogni volta è un’emozione, anzi un terrore a sé stante, che con maggiore o minore resistenza si trascolora in vittoria. (Vienna, 23 maggio 1990: Milan 1 – Benfica 0)&lt;br /&gt;Avevo dodici anni e imparai la tragedia. Nell’intervista poco prima della partita, già sul campo di Monaco, Berlusconi aveva dichiarato che era come aspettando un figlio: sono tutti importanti ma dopo il primo il nervosismo cala inevitabilmente, diventa consuetudine. Figuriamoci il terzo, pensai, tanto più che ero forte dei due esempi precedenti grazie ai quali, qualsiasi cosa accadesse, quale che fosse l’avversario definitivo che si andava a scoprire, alla fine vinceva sempre il Milan con la sua bianca maglia di riserva. Mi sedetti tranquillo e li vidi entrare in campo vestiti di rosso e nero. (Monaco di Baviera, 26 maggio 1993: Milan 0 – Olympique Marsiglia 1)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo tredici anni, avevo pochi brufoli e avevo paura del Barcellona. Iniziavo a capire di calcio più di quanto lo amassi, e per guardare una partita ci mettevo più cervello che trasporto, passaggio che segna definitivamente la fine dell’infanzia, un po’ come quando si capisce che Babbo Natale non esiste e che quindi i regali provengono da Gesù Bambino. Ovviamente, nell’occasione, il cervello non era mio ma dei vari opinionisti i quali a loro volta non facevano che riportare le opinioni di Crujff, persona che non ha mai brillato per umiltà (avendone ben donde, peraltro) e che all’epoca allenava il Barça, quindi era vagamente di parte. Per la prima volta, distintamente ricordo di aver accettato a priori l’eventualità della sconfitta e di aver perfino dichiarato che tanto valeva guardare su Rai3 la diretta del voto di fiducia alla Camera al governo, tanto per restare in argomento, Berlusconi. Prima di pranzo, sul pullman che mi riportava a casa, un compagno di scuola disse: “Secondo me, se Zubizarreta non è in giornata, possiamo anche fargliene tre o quattro”; scendendo, risposi: “Ma va’”. (Atene, 18 maggio 1994, Milan 4 – Barcellona 0)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo quattordici anni e fingevo di collaborare a una rete televisiva locale. Nutrendo una smodata passione per il Milan, e facendo ben poco per tenerla nascosta, un’ora prima del telegiornale delle otto (edizione di quasi cinque minuti) mi avevano dato libera uscita per prepararmi in santa pace alla visione, esprimendo parimenti un intrinseco commento sulla mia utilità in loco. Ne approfittai ben felice, con l’ottimismo dei ginnasiali, contando sul fatto che se avevamo massacrato il Barcellona potevamo ben superare l’Ajax, che per quanto siano scricchiolanti le premesse alla fine il bene (cioè il Milan) vince sempre e soprattutto che stando a fonti certe avremmo di nuovo giocato in bianco. Iniziai a festeggiare e accesi la tv. (Vienna, 24 maggio 1995, Milan 0 – Ajax 1)&lt;br /&gt;Avevo ventidue anni e non ci speravo più, le finali mi sembravano un ricordo lontano, confinato all’infanzia all’adolescenza e agli anni trascorsi a Gravina. Tanto per dire, per l’università mi ero trasferito a Pavia da cinque anni e nella circostanza specifica ero a Roma da un amico, milanista anche lui; per non intristirci guardando la partita da soli, ammalati entrambi dello stesso scetticismo, avevamo raggiunto altri cinque o sei amici a casa loro. Tutti, tutti juventini. Dopo pochi minuti io e il mio amico urlammo perché avevano annullato un goal a Shevchenko. Nell’intervallo mangiammo un’ottima e abbondante insalata di riso. Subito dopo urlarono gli juventini per una traversa di Antonio Conte. Ai rigori, gentlemen’s agreement, patto fra gentiluomini: qualunque cosa fosse accaduta, ma proprio qualunque, compresi l’invasione degli ultracorpi o il diluvio universale, tutti ma proprio tutti avremmo conservato il silenzio per rispetto della sofferenza altrui, milanisti e juventini. Non una parola: e alla fine mi trovai a urlare con il mio amico, chiuso nel bagno di una casa nella quale ero entrato per l’unica volta nella mia vita. (Manchester, 29 maggio 2003, Milan 0 – Juventus 0, poi 3-2 ai rigori)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo ventiquattro anni e ci avevo fatto l’abitudine. Buona parte dei miei amici modenesi l’avevo conosciuta guardando con loro le partite dei turni precedenti e alternando le presentazioni vicendevoli a salaci commenti sulla discutibile creatività di Serginho. Dovendo guardare la partita in una sala tv pubblica, mi ero garantito la prima fila sistemandovi il mio deretano un’ora prima del calcio d’inizio, e bene avevo fatto perché mi sarebbe bastato arrivare con cinquanta secondi di ritardo, poniamo, e non avrei visto il primo goal di Maldini in sette, e dico sette, finali di Coppa dei Campioni. Avrei anche potuto andarmene fra il primo e il secondo tempo, poniamo, dopo che al goal del 3-0 avevo percorso la distanza fra me e la tv strisciando sulle ginocchia come davanti a una reliquia, quando uno dei vari interisti che mi capita di conoscere mi apostrofò: “Congratulazioni, ?ormai…”; e io: “Aspettiamo i supplementari.” (Istanbul, 25 maggio 2005, Milan 3 – Liverpool 0, no, Milan 3 – Liverpool 3, poi 2-3 ai rigori)&lt;br /&gt;Ho ventisei anni e sono a Oxford da due mesi. (Atene, 23 maggio 2007, Milan – Liverpool).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IN ESCLUSIVA PER IL RESTO DEL PALLONE&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-7775805538138700696?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/7775805538138700696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=7775805538138700696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7775805538138700696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/7775805538138700696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/il-gioco-dellotto.html' title='Il gioco dell&apos;otto'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-967610685711683337</id><published>2007-05-22T23:03:00.000+03:00</published><updated>2007-05-23T15:36:44.814+03:00</updated><title type='text'>Il Recoba degli anni '70</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;di &lt;/span&gt;FIORENZO BAINI&lt;br /&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;E’ bello ora, dopo lo scudetto, rievocare per un &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;tifoso dell’Inter che abbia diciotto anni oggi, diventato interista magari quando venne acquistato Ronaldo, abituato alle faraoniche campagne acquisti di Moratti un passato della squadra identico a quello che noi abbiamo con le guerre puniche; qualcosa di remoto, astratto, forse inconcepibile. Eppure ci fu&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;un anno in cui l’Inter acquistò un solo, di&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;numero, giocatore a luglio, dalla Massese in C, non da una squadra di serie A . Quell’anno fu il 1974 e nessuno, dico nessuno, conosceva chi fosse mai questo Franco Cerilli. L’aver incassato la cosa mugugnando ma senza troppi problemi, forse perché non c’erano processi e inchieste mediatiche, è la spia di quanto fosse diverso il mondo. Proviamo a immaginare Moratti, ma anche Berlusconi, Cairo, Sensi o la nuova dirigenza juve che l’anno prossimo rinforzino la squadra con un giocatore di squadra equivalente, per esempio il fantasista del&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;Qyzylqum Zarafshan che milita senza infamia e senza lode nel campionato uzbeko. Ci sarebbe la rivolta degli sponsor, un gossip sportivo assolutamente demolitorio,&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;si penserebbero chissà quali retroscena di collassi finanziari imminenti, infine i tifosi entrerebbero in contestazione e questo indipendentemente dal valore del calciatore.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Il mondo era così diverso che questo Cerilli, quando iniziò il campionato, volevamo assolutamente vederlo però non giocava mai. L’organo ufficiale dell’Inter lo spacciava come un piccolo genio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Piccolo non era propriamente, un normale 1,74 ma appariva ancora più minuto per le gambette corte, anche se sode e il baricentro basso. A dare l’idea del genio c’era il suo portare i calzettoni abbassati e considerando che ogni interista in quegli anni era ancora orfano di Corso, la scelta di questo look significava un chiaro collegamento al “mancino divino”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Esordì per una manciata di minuti, come misura forse di disperazione, durante un Juve Inter, a girone d’andata ben inoltrato che l’Inter perse per uno a zero e di cui ricordo solo una mostruosa parata di Bordon su Bettega; di Cerilli &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;assolutamente nulla e ancora una volta proviamo a immaginare un esordio assolutamente dimenticabile dell’ipotetico fantasista uzbeko ai giorni nostri; all’Inter avrebbe incrementato in maniera esponenziale le barzellette, fosse nella Roma le radio spellerebbero vivi allenatore e dirigenza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Invece, ai tempi, il prosieguo di quel campionato fu così mediocre che, ad un certo punto, si invocava Cerilli come il demiurgo necessario e finalmente alla quinta del girone di ritorno contro &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname productid="la Lazio"&gt;la Lazio&lt;/st1:personname&gt; campione, Cerilli potè disputare la sua prima partita dall’inizio. Fu un’apoteosi; raramente ho visto l’Inter giocare così bene, il centrocampo sembrava un orologio svizzero, nel ricordo Adriano Fedele sembrava il Roberto Carlos degli anni migliori anzi di più, perché dava pure una mano consistente in difesa; Giorgio Mariani, per una volta, non era Giorgio Mariani ma Luis Figo, anzi di più, più mobile, più deciso nei contrasti ma soprattutto c’era Cerilli: non sprecava un pallone, ogni dribbling era azzeccato, ogni passaggio illuminante; diciamolo, anche come mancino, sembrava il mitico Mariolino. Gli mancò solo il gol ma forse perché il portiere laziale, che pure ne incassò tre, fece un partitone togliendo dalla rete almeno altre cinque reti sicure. Era nata una stella? No, perché riproposto la domenica seguente nel derby franò con tutta la squadra.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Giocando a spizzichi altre partite mostrò bei lampi di classe ma mai con la continuità dimostrata con &lt;st1:personname productid="la Lazio. Ad"&gt;&lt;st1:personname productid="la Lazio."&gt;la Lazio.&lt;/st1:personname&gt; Ad&lt;/st1:personname&gt; ogni buon conto era il tipico giocatore che il tifoso ama perché qualcosa di prezioso sapeva inventare. L’unico gol che, mi ricordi, abbia realizzato con l’Inter dice tutto di lui: fu all’Olimpico con &lt;st1:personname productid="la Roma"&gt;la Roma&lt;/st1:personname&gt; il campionato 75/76; lancio in diagonale sul filo del fuorigioco, Cerilli addomestica la palla di petto, pallonetto sul portiere e infine la deposita di testa nella porta vuota. Ma nell’Inter pretesa stellare dell’anno seguente per lui non ci fu più posto e come Moro, dopo l’Inter, diventò la stella del Verona e dell’Ascoli, Cerilli diventò l’assist man del Vicenza dei miracoli, quello che faceva divertire la gente. A Milano è stato presto dimenticato, anche perché ormai giungeva Beccalossi, l’unico in cui i tifosi avessero riconosciuto l’erede di Corso.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Talento incompiuto nell’Inter, Cerilli è stato una specie di Recoba degli anni 70 ma, purtroppo per lui, senza un Moratti alle spalle.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;IN ESCLUSIVA PER "IL RESTO DEL PALLONE"&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-967610685711683337?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/967610685711683337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=967610685711683337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/967610685711683337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/967610685711683337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/il-recoba-degli-anni-70.html' title='Il Recoba degli anni &apos;70'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-6520423476418421229</id><published>2007-05-22T22:58:00.000+03:00</published><updated>2007-05-23T15:27:48.923+03:00</updated><title type='text'>Milan-Liverpool, in palio una cascata di denaro</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 125%" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 125%;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Con questo articolo di Domenico Fabbricini Il Resto del Pallone inaugura una rubrica sul marketing, che con l'avvento del nuovo sito si stabilizzerà in un'apposita sezione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 125%" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 125%;font-size:11;" &gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-size:100%;" &gt;di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;font-size:100%;" &gt;DOMENICO FABBRICINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 125%" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 125%;font-size:100%;" &gt;AC Milan e Liverpool FC si sfideranno mercoledì notte, 23 maggio, nella finale di UEFA Champions League 2007 per vincere una cascata di denaro. Fino a 100 milioni di Euro, secondo quanto emerge dalla ricerca commissionata da MasterCard. KRC Research ha messo insieme per conto di MasterCard, sponsor della UEFA Champions League, 12 tra i maggiori esperti di calcio ed economia di Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Spagna e Croazia. Agli esperti, scelti all'interno di una serie di organizzazioni accademiche e d'affari, inclusa la Liverpool John Moore University, la State Bank of Rhineland, la University of Limoges, Capitalia, la University of Vigo e il club di calcio Dinamo Zagreb, è stato chiesto di quantificare quanto può valere in termini economici vincere la UEFA Champions League 2007. Gli esperti hanno calcolato che la squadra di calcio vincitrice ha la possibilità di beneficiare di maggiori sponsorizzazioni, rendite televisive, incassi ai cancelli e valore dei giocatori, anche se il premio stimato in 100 milioni di euro è meno di quanto molte delle più importanti squadre di calcio europee hanno speso in trasferte e compensi durante le ultime stagioni. I risultati rivelano buone notizie anche per la città di provenienza della squadra vincente. Quando il Liverpool FC vinse la finale della Champion League 2005, la città di Liverpool beneficiò di un’immissione di denaro liquido durante l'anno successivo che raggiunse i 70 milioni di Euro, attraverso l'aumento di spesa dei consumatori, il turismo, la sponsorizzazione e il commercio. Anche la città d'origine dell'FC Porto beneficiò di una spinta finanziaria dopo la sua vittoria nel 2004, stimata intorno ai 12 milioni di euro. John Stuart, Senior Vice President Sponsorship di MasterCard Worldwide, ha dichiarato: "Gli interessi in gioco sono alti per il Liverpool FC e per l'AC Milan, sia dentro che fuori dal campo. Al di là dell'enorme prestigio che deriva dal vincere un torneo così illustre, la nostra ricerca, effettuata raccogliendo i pareri di alcune delle figure più eminenti del calcio e dell'economia, rivela che i vantaggi economici che nascono dal ‘sollevare al cielo’ il trofeo della Champions League sono immensi e si ripercuotono anche sulle città di provenienza della squadra vincitrice”.La ricerca ha inoltre dimostrato che le città d’origine delle squadre vincitrici della Champions League riescono a beneficiare in maggior misura del successo della propria squadra locale se sono piccole o relativamente poco conosciute. Le città più grandi, come Milano, Barcellona o Londra, per esempio, hanno beneficiato in misura minore della vittoria del titolo da parte delle loro squadre locali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-6520423476418421229?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/6520423476418421229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=6520423476418421229' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/6520423476418421229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/6520423476418421229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/milan-liverpool-in-palio-anche-una.html' title='Milan-Liverpool, in palio una cascata di denaro'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1841098359573488733</id><published>2007-05-21T18:21:00.000+03:00</published><updated>2007-05-21T18:39:20.456+03:00</updated><title type='text'>Dino e Giovanni, fratelli vincenti</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;/o:p&gt;MASSIMILIANO CASTELLANI&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Due fratelli che vincono altrettanti campionati di serie C, nello stesso anno, non è una storia che capita di sentire tutti i giorni. La vicenda singolare è toccata in sorte a Dino e Giovanni, da &lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;calciatori: Pagliari I e II, rispettivamente tecnici del neopromosso Ravenna in serie B e del Foligno arrivato in C1. Due realtà di provincia accomunabili al di là della linea fraterna. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I giallorossi romagnoli sono ripartiti sette anni fa dal fallimento e la retrocessione d'ufficio in Eccellenza, ma ora sono tornati a rivedere la luce grazie al patron ravennate Gianni Fabbri, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;artefice del grande salto tra i cadetti. Storia analoga per il club umbro del giovane presidente Maurizio Zampetti che, in 5 anni, ha rianimato una realtà finita nell'oblio del dilettantismo. Una scossa estremamente positiva, la promozione in C1 dei Falchetti che arriva a dieci anni esatti dall'ultimo &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;terremoto che ha colpito Foligno (settembre 1997). Due trionfi che portano il marchio della famiglia Pagliari. Una bella famiglia italiana, di ceppo maceratese, completamente nel pallone. E il pallone, nella casa di papà Ovidio, era entrato di prepotenza, portato dal maggiore dei suoi cinque &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;figli. Dino appunto, classe '57, seguito a ruota da Giovanni ('61). La loro passione incontenibile ha poi contagiato Silvio ('67) che fa il procuratore di Quagliarella, bomber della Samp, e Ivo ('64) preparatore atletico che collabora nell'«Associazione Sportiva Dilettantistica Giovanni Pagliari», &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;la scuola-calcio di famiglia (con sede a Macerata e Tolentino), dove la segreteria è affidata all'unica sorella, Manuela. E nello spirito della Scuola, forse, va ricercato il segreto di un modo originale di vedere il calcio da parte dei fratelli Pagliari. «La prima cosa che cerchiamo di far comprendere ai nostri bambini nella scuola calcio - spiega Giovanni - è la cultura della sconfitta, materia sconosciuta in Italia, soprattutto perché sono i genitori che hanno smesso di insegnarla ai propri figli». Insegnamenti preziosi, per chi sa da sempre che non si vive di solo calcio. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;«Nostro padre Ovidio era un direttore di banca e a me e Dino ripeteva che &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;il calcio dovevamo prenderlo come un hobby, perché per prima cosa veniva &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;la scuola e il diploma. Ci ha lasciati a cinquant'anni, ma i suoi precetti erano giusti e noi figli abbiamo cercato di seguirli fino in fondo». A 18 anni, Dino si diploma in ragioneria e, poi, risponderà alla chiamata della Fiorentina. Lo stesso farà Giovannino, qualche anno più tardi, con il Perugia. L'hobby a quel punto era diventato una professione. E in comune, oltre al cognome, i due fratelli si portavano dietro un marchio ingombrante che lo &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;schivo Dino definisce quello di «giocatori pensanti». «Sia io che Dino &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;- dice Giovanni - abbiamo sempre amato confrontarci con la gente della strada, riluttanti a tutte quelle forme di divismo che già alla metà degli anni '70 si erano innescate nel mondo del calcio. Questo atteggiamento &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;però non era molto condiviso, ci davano dei “politicizzati”, e solo perché avevamo il coraggio di esprimere sempre le nostre idee, contrari a ogni forma di pregiudizio». Barba e capelli lunghi biondi, a Firenze fecero di Dino il più “irregolare” dei viola e il più forte nel dribblare le odiate interviste. Una sindrome che non l'abbandona anche nei giorni della festa-promozione &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di Ravenna: «Perché - dice - sono solo un allenatore, mica un tuttologo...». &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Non si sente un tuttologo neppure Giovanni, che però ha voglia di esprimere &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;tutto il suo amore per questo sport che ha visto cambiare in maniera preoccupante. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;«Adesso si gioca solo per soldi. Ancora negli anni '80 era la passione &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;la molla dominante. La prima volta che affrontai &lt;st1:personname productid="la Juventus"&gt;la Juventus&lt;/st1:personname&gt; quando mi &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ritrovai davanti a idoli come Zoff, Scirea e Bettega, stavo per mettermi &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;a piangere. Era un sogno? Ai ragazzi di oggi, spesso manca proprio la capacità di sognare quando arrivano al professionismo. Rieducarli all'incanto di &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;questo sport credo che sia il compito principale di noi allenatori e la &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;vera sfida da vincere in futuro».&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;*&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avvenire&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;IN ESCLUSIVA PER “IL RESTO DEL PALLONE”&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1841098359573488733?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1841098359573488733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1841098359573488733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1841098359573488733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1841098359573488733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/titolo-dino-e-giovanni-fratelli.html' title='Dino e Giovanni, fratelli vincenti'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-1715021729225653999</id><published>2007-05-20T22:44:00.000+03:00</published><updated>2007-05-20T22:46:43.656+03:00</updated><title type='text'>Torte italiane spa</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di&lt;/span&gt; CARLO TECCE&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Con la mano ancora sudaticcia e l’eccitazione ribollente, possiamo ribadirlo: il campionato italiano è il più bello del mondo. Certo: trattasi di campionato del culo. E il culo vanta la sua apprezzabile espressività. Per chi, stupido fedele, si fa prendere per il culo. Accipicchia. Linguaggio da angiporto genovese. I fondelli, nell’estremo resoconto, sarebbero troppo nobili per una descrizione pari al valore della serie A tricolore. Gli adepti del culo, ovvero i culattoni, hanno assistito insonni (?) alla penultima giornata della A. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sonno amichevole. Quello di Torino, tra il Toro del piccolo Silvio (Cairo) e il Livorno del piccolo Zamparini (Spinelli): palleggi a centrocampo, tiracci da fuori, ingloriosa festa collettiva per un tortone da vecchi tempi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Sonno a singhiozzo. Quello di Empoli, tra la sorpresa dell’arte dei tortoni (Cagni insegna anche in questo senso, cari adulatori) e l’adorabile Reggina: appena da Bergamo hanno decretato congiuntamente il pareggio di 1-1, un paio di gol per rimborsare i paganti, e al “Castellani” hanno regalato il punto agli amaranto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sonno d’amarcord (citazione felliniana). Quello di Roma, tra &lt;st1:personname productid="la Lazio"&gt;la Lazio&lt;/st1:PersonName&gt; dell’addio (e dell’addiaccio) di Peruzzi e il Parma del fortissimamente scorretto (tra fallimenti e Gene Gnocchi, ci sarà un modo per mandarlo in B?): senza rischiare, zero a zero dal sapore di vino torbato, il tipico accordo delle sulfuree cantine tra ingresso e spogliatoi. Senza telefonare, notate bene. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sonno da prassi. Quello di Cagliari, tra il carrozzone di Cellino e &lt;st1:personname productid="la Roma"&gt;la Roma&lt;/st1:PersonName&gt; dai facili costumi, soprattutto per chi ha bisogno di punti (e non la prima esperienza stagionale): torta perfetta, con slogan ecumenico «Vincete pure, ma fatece segnà er pupone». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sonno da maestro. Quello di Verona, tra il Chievo e l’Ascoli: in casa di chi i panettoni li fa di professione, il tortone si cuoce a fuoco lento e senza farsi sgamare. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Sonno da incubo. Quello di Genova, la vittoria (che non serviva) della Samp sul Catania: i siciliani sono gli unici a non divertirsi col culo italiano, perché – da un paio di mesi – proprio lì… Eccetera. Eccetera. E vissero tutti felice e contenti. Con una bronzea faccia da culo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-1715021729225653999?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/1715021729225653999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=1715021729225653999' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1715021729225653999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/1715021729225653999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/torte-italiane-spa.html' title='Torte italiane spa'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-386470970169433070.post-8410611678552223237</id><published>2007-05-18T22:50:00.000+03:00</published><updated>2007-05-18T22:57:28.748+03:00</updated><title type='text'>Di nuovo on line</title><content type='html'>Il Resto del Pallone torna on-line dopo una settimana di pausa, e torna in una nuova versione. In attesa del restyling grafico e di contenuti che darà nuova vita al nostro settimanale, il Resto del Pallone assume le caratteristiche del blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/386470970169433070-8410611678552223237?l=ilrestodelpallone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/feeds/8410611678552223237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=386470970169433070&amp;postID=8410611678552223237' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8410611678552223237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/386470970169433070/posts/default/8410611678552223237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilrestodelpallone.blogspot.com/2007/05/di-nuovo-on-lineaspettando-il-nuovo.html' title='Di nuovo on line'/><author><name>la Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
